2017, ciao. Riflessioni sparse in Portogallo

Due giorni in Algarve con mio marito. L’oceano Atlantico ancora una volta mi ha regalato forti emozioni. Piccole riflessioni sparse per questo 2017 che volge al termine.

 

2017, ciao.
E così ieri, dopo 354 km, siamo arrivati fino a Cabo de São Vicente, la punta più estrema dell’Algarve laddove anticamente si pensava che finisse la Terra.

Sulla strada dritta davanti a noi, il faro, l’oceano intorno e una pellegrina con il suo zaino. 
Lei a piedi. Noi in auto.

Mi sono resa conto che l’avevo vista qualche ora prima a Sagres e ho capito. 
Cabo de São Vicente è l’ultima tappa per chi percorre a piedi la Rota Vicentina.

Lei stava per raggiungere la meta.
In un attimo il cervello rovente e il cuore in fiamme.

I sensi di colpa: noi avevamo fatti quei chilometri comodamente seduti in auto, lei stava camminando, chissà da quante ore e quanti giorni. Le sembravano ridicole le persone intorno a lei, in auto e in camper, con il cellulare in mano per scattare una foto davanti al faro? Aveva male ai piedi? Stava per avere un’esperienza mistica?
Mi sono placata.

Quello era il SUO cammino, non il mio. Anche io ho macinato chilometri quest’anno, più mentali che fisici.
E’ dicembre, ho lasciato la mia Torino a marzo e ora sono qui con mio marito; non importa se ci sono arrivata in auto o in macchina, siamo qui. Insieme.

Questo è stato il mio cammino. Quello che mostro al mondo qui e ora, davanti a queste onde violente, non è che una parte minuscola di quello che è stato.

Un anno fa ero in Liguria, un anno dopo ho il vento in faccia e vivo in Portogallo. Altro turbinio.

Le distanze non esistono, i riti sono importanti, potrei vivere ovunque, ma al freddo no, mi prenderò altre mazzate e mi rialzerò sempre, le connessione mentali con degli sconosciuti valgono più dei legami di una vita, i portoghesi non fanno dolci invitanti, si posso mettere radici ovunque per piccoli pezzi di vita.

Ho quasi perdonato il mio corpo per non essere totalmente sano ma la vita è oltre, anche quando non hai avuto dal tuo corpo quello che chiedevi a gran voce.
Non voglio più combattere con la pellegrina che abita in me.

Ho lasciato all’oceano Atlantico tutti i miei pensieri.

Buon fine anno a voi e ai vostri pellegrini interiori.

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