5 domande + 1 che vi fanno i parenti da Natale all’Epifania

Non siamo ancora fuori pericolo anche se Natale è passato, avremo ancora occasione di rivedere parenti nei prossimi giorni e le domande che seguono ce le propinano ogni volta.

Si ripetono sempre nello stesso modo, partono solo da soggetti diversi. E io trovo il livello di conversazione molto noioso se non mediocre.

Soprattutto quando alcune persone le vedi una volta l’anno e ti rendi conto che i primi attimi di un pranzo sono pieni di piccoli silenzi imbarazzanti e nessuno sa cosa dire.

Queste sono le classiche 5 domande che vi fanno se siete sposati da poco (bonus: con un vegetariano).

1– “Prossimo viaggio?”

Non hai ancora messo il piede dentro casa che già qualcuno ti chiede quale sarà il prossimo viaggio.
Se non te lo chiedono a inizio pranzo/cena succederà nel corso della giornata. A quel punto dipende da te: se hai una meta e la comunichi, devi sperare che tutti abbiano delle nozioni geografiche base per capire almeno in che continente ti troverai e poi gestire quello che succederà.

Però ci sono anche le varie zia Pina che, pur non sapendo dove diavolo sarai, ti diranno “ma perché vai in quei posti???”.
E quei posti possono andare da Milano a Polignano a Mare.
Il punto è che “c’è l’ISIS e tu sei sicuro solo a casa tua”.
Prenotate un viaggio in uno dei paesi che finiscono in -stan e ve ne renderete conto.

Una risposta che vi pone automaticamente nella safe zone è dire cose che tutti sanno, anche se non sono vere.
Prossimo viaggio? California, Parigi, New York, Napoli.
Ecco, città così, che anche zia Pina conosce, le ha viste in TV.

2- “Ma non è ora che fate un figlio?”

Eccoci qui. Questa è la questione regina degli incontri parentali.

Questa domanda è un evergreen, perfetta a Natale e a Pasqua ma va bene anche per festeggiare piccoli onomastici. Non ci manca mai.

Negli anni le mie risposte si evolvono.
Ve ne lascio qualcuna, se volete utilizzarle, per me va bene.

“Ora per chi?”
“Siamo ancora piccoli”
“A me non piacciono i bambini?”
“Figli? Cosa sono?”
“Ma non è ora che fate un viaggio, zii?”
“Oddio no, non ho assolutamente voglia di avere le caviglie gonfie”

Ognuna di queste è accompagnata da risata alla Carrà e un calice di vino in mano.
Mi raccomando, mai senza vino!

3- “Bravi, fate bene a viaggiare adesso! Quando avrete un figlio…”

Questa è un classico.
A quel punto io dico sempre che non è vero, che si può viaggiare anche con un bambino e snocciolo esempi di amiche strafighe che sono madri e non hanno smesso di vivere perché hanno avuto un figlio. Ma tu sei sempre in netta minoranza davanti a tua suocera, zia Pina, tua madre e tutte quelle donne che si sono riprodotte.
Sei in netta minoranza anche davanti agli uomini che sono padri, perché tu NON hai avuto un figlio e quindi cosa vuoi capire? Cosa vuoi credere? Quanto conta la tua opinione davvero?
Niente.
Tu non hai compiuto il miracolo della vita e sarai sempre liquidata con un “poi vedrai…” accompagnata dalla ritmica pacca sulla spalla.
Sorridere come al punto 2 e sperare che si sloghino un polso.

4- “E il lavoro come va? Sempre la partita IVA?”

La noia. Questa domanda per me è la noia. La bruttezza.
La domanda che ti ricorda che nemmeno a Natale puoi dimenticarti un giorno delle fottute tasse.
Sono tutti pronti a elargire consigli o a fare sguardi compassionevoli accompagnati da tanti “speriamo…”.
La partita IVA è il male e tu non hai il posto fisso, sei uno sfigato, insomma, e comunque alla fine le tasse te le paghi tu, non loro.
E si passa alla domanda successiva.

5- Ma non l’hai ancora convinto a mangiare carne?”

Mio marito è vegetariano da quando ha 16 anni.
Onestamente è il vegetariano più tollerante e in pace che io abbia mai conosciuto. Lui mangia quello che c’è, non si lamenta mai, non chiede nulla, non esprime giudizi, non si permette di giudicarti se accanto a lui stai mangiando un pezzo di salame che ha avuto dei genitori ma… non è abbastanza.
C’è sempre qualcuno che mi chiede di convincerlo a mangiare carne, a farlo diventare “normale”.
Ribadito il concetto che è una sua scelta e io non devo convincere nessuno…rimane sempre e solo un sorriso e il caro vecchio calice di vino per combattere la stupidità! In ogni caso loro avranno più possibilità che entro Capodanno gli venga la gotta.

6- “E se fate un figlio gli fate mangiare la carne o no?”

Mi attacco direttamente alla bottiglia di vino, senza Carrà.

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