Battambang, Cambogia: cosa fare in due giorni

Battambang meta gettonata in un viaggio in Cambogia è spesso considerata solo come tappa di passaggio prima di arrivare a Siem Reap. Cosa fare due giorni a Battambang, leggi il post. Parti informato


Battambang mi ha accolta di notte, dopo un lungo viaggio in bus da Mondulkiri e la mia  prima sensazione è stata quella di essere finita in una città fantasma e dimenticata da tutti.

Cosa si fa a Battambang? Molti vengono qui per fare un giro sul bamboo train ma io ho scelto di non farlo; troverete molte informazioni in rete su questa attrazione turistica.

Le visite ai luoghi del genocidio

budda-cambogiaA Battambang ho concluso le mie visite ai luoghi del genocidio che avevo iniziato a Phnom Penh andando a visitare le Killing Cavesle grotte in cui venivano lanciati i corpi delle vittime durante il regime di Pol Pot.
Le trovate a circa 12 chilometri da Battambang, esattamente a Phnom Sampeau e oggi questo posto è un luogo che si visita in silenzio, divenuto meta di pellegrinaggio.
La visita è stata organizzata in autonomia, dopo aver contrattato con uno dei tanti driver di tuc tuc che trovate in città ed è stato con me tutto il giorno. 
Pattuita una cifra e un itinerario ci siamo incontrati la mattina e mi ha riportata in hotel la sera. In Asia adotto spesso questo tipo di soluzione: pratica, sicura e comoda.

battambang-killing-cavesIl tuc tuc vi lascerà in una via piena di bancarelle e ristorantini per turisti, dovete pagare un biglietto di ingresso al sito di soli 3 dollari e poi scegliere se arrivare in cima in moto (pagando ulteriormente) o a piedi.
Se non è un problema camminare, consiglio di andare a piedi, 20/30 minuti di salita non impegnativa per poi scendere utilizzando invece la scalinata in pietra.

Una volta arrivati in cima vi troverete davanti a un tempio da cui, seguendo un percorso molto semplice, scenderete giù fino alla caverna in cui si trova la statua di un Buddha disteso con accanto un piccolo stupa commemorativo contenente le ossa di alcune delle vittime. Alzando gli occhi al soffitto vedrete chiaramente l’apertura da cui venivano lanciati i corpi.
Di questo momento ricordo nitidamente: il silenzio, l’umidità della grotta, le luci soffuse e i brividi.

La grotta dei pipistrelli

battambang pipistrelli
Premetto che non sapevo che avrei incluso la visita a questa grotta prima di venire qui, diciamo che è stato inevitabile poiché si trova pochi metri prima della biglietteria da cui partirete per raggiungere la caverna di cui sopra.

All’ora del tramonto da questa grotta fuoriescono per venti o trenta minuti, ininterrottamente, dei pipistrelli.
Un vero e proprio spettacolo della natura: se ne avete la possibilità portatevi un binocolo. Aspettare che i pipistrelli si sveglino per uscire verso l’ora del crepuscolo si è rivelata una piacevole sorpresa.
Il mio approccio iniziale è stato “tanto ormai sono qui” invece mi sono dovuta ricredere… perché sono tanti, tantissimi e creano delle lunghe e armoniche scie in cielo.
A quel punto sono diventata una bambina sgambettante per lo stupore.

I mercati

battambang-cosa-fareA Battamabng è tutto molto lento e tranquillo, la città ha un lungo fiume rilassante e piacevole per passeggiare nelle ore più fresche della giornata oppure la sera dopo aver cenato al mercato notturno.
Se state immaginando i mercati notturni di Bangkok, dimenticateli! Allestito sul lungo fiume, con una zona per lo street food e una per lo shopping, il mercato notturno di Battambang è minuscolo e per girarlo tutto senza soste vi ci vorrà mezz’ora.
A me è piaciuto proprio per questo; qui c’è un po’ di pace, cosa che non troverete a Siem Reap e, se come me non amate il caos, godetevi questi momenti, ma non comprate nulla.
Il regno incontrastato dello shopping a basso costo è Siem Reap. Questo vale per ogni città che visiterete. Se vedete qualsiasi cosa che vi sembra unica e originale non date ascolto a voi stessi, il vostro istinto vi sta ingannando: ritroverete tutto e anche di più nel night market di Siem Reap. (leggere fra le righe che ho dato ascolto al mio istinto e sono stata fregata)

Dal mio fidato driver mi sono fatta lasciare anche al mercato centrale diurno di Battambang: questo è autentico, è Asia.
Dall’orgia di colori sgargianti alle puzze immonde, dai venditori che cercano di venderti un pezzo di carne anche se tu hai in mano una macchina fotografica e presumibilmente non vivi lì, dalla frutta strana alle donne che tritano lo zenzero fresco davanti a te.
Una delle zone più belle? Quelle dove ci sono le sarte: un’ intera area dedicata alle sartoria con tanto di macchine Singer. Volete un vestito? Detto. Fatto. Scegliete la stoffa che più vi piace, fatevi prendere le misure e dopo poche ore passate a ritirare il vostro abito. Io l’ho fatto in Myanmar ed è stato un momento molto carino.
Se invece siete più tipo da salone di bellezza, tra frutta e verdura spuntano le parrucchiere e mentre una vi piastra una ciocca, l’altra vi mette lo smalto.

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Volete farvi una maschera per il viso o una piega veloce? Siete nel posto giusto ma dovete adattarvi al loro stile: il frisè anni ’80  qui vi farà sentire molto trendy.
Non è forse questo il paradiso di ogni viaggiatore alla ricerca di autenticità?

Riflessioni

cambogia da sola
Di Battambang ho amato: il silenzio delle sue strade la sera quando tornavo a piedi in hotel e mi sembrava di essere in un paesotto tranquillo; la campagna circostante color ocra e secca, a tratti verde; il mango milk shake “più buono di sempre” del mercato notturno che sognavo per tutto il giorno; le botteghe equo-solidali con gli animali di pezza colorata, gli incensi e le saponette di frangipane; i fogli di riso stesi ad asciugare sul bordo della strada; i bambini che ti dicono “Hello!”; le case tradizionali fuori dalla città; il lungofiume di giorno con le giostre di latta per i bambini e gli edifici francesi di inizio Novecento; le panchine vista fiume che quando le ho viste ho pensato: “Se abitassi qui, sarebbe il mio posto preferito per leggere“; le mamme cambogiane che cullano i loro figli dentro un’amaca all’ombra e intanto fanno altro; i monaci che passano da una sponda all’altra del fiume utilizzando le barche e per i miei occhi europei diventavano un’incantevole macchia color zafferano; il mango milk shake, l’ho già detto?


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chrisandchrisbreakfree.com