Come proteggere un matrimonio

Tutte le cose di valore vanno protette.
Il matrimonio non si può chiudere in cassaforte.
La cassaforte siamo noi.

 

Se è vero che l’amore è solo amore, ancora più vero è che qualsiasi cosa di valore merita di essere protetta.
Questa regola per me vale molto in amicizia e ancora di più per il matrimonio, il mio.

Sarebbe bello se il matrimonio fosse come un diamante di Tiffany da custodire in cassaforte e da tirare fuori per le occasioni speciali. Prendi un panno, lo lucidi 5 secondi e via.
Si va in scena con il sorriso plastico agitando bene la mano.

La verità, la mia, è che la cassaforte siamo noi e andiamo in scena ogni giorno: a volte brillanti, altre opachi o frustrati, arrabbiati o felicissimi. Non importa come, il punto è che andiamo in scena ogni santissimo giorno.

Spesso confrontandomi con altre donne emerge che molte tendono ad avere un atteggiamento attivo verso il loro matrimonio solo quando le cose non vanno bene.

Secondo me è sbagliato, secondo me è sano, positivo e corretto, lavorare sul proprio matrimonio anche quando tutto sembra perfetto e ci si sente ancora come in vacanza.

Il mio matrimonio non è perfetto così come non lo sono le mie amicizie o i rapporti con le persone che fanno parte della mia vita. Associare l’aggettivo perfetto a una qualsiasi relazione umana mi sembra utopia pura o cecità.

Quello che posso fare è avvicinarmi alla mia idea di “perfezione”, quello che per i miei valori e la mia idea di rapporto a due può aiutare a proteggere la mia relazione. Perché è vero che siamo uno ma siamo anche due.

Cinque consigli in cui credo
(Però richiedetemelo fra 10 anni di matrimonio)


La routine è un serial killer: uccidetela prima voi

Il serial killer lo avete in casa e prima o poi tenterà di uccidere anche voi.
Facile pensare che al ritorno dalla luna di miele o da una vacanza le dinamiche rimarranno le stesse, così come lo stato d’animo. E’ una bugia gigante.

Arriva la sveglia alla stessa ora tutte le mattine, la stanchezza di fine giornata, le bollette da pagare, i weekend in cui si passa più tempo a pulire la casa e fare tutto quello che non si ha avuto il tempo di fare in settimana.In un attimo il tempo per voi due si riduce alle briciole che rimangono sulla tovaglia dopo ogni pasto.

Spezzate la routine. Ogni settimana.
Come?

Facendo qualcosa che anche solo per qualche ora sia solo vostra, ma vostra davvero.
Una cena fuori, una passeggiata sul lungo fiume, la colazione a letto, una gita in montagna, una cena a casa con le candele, un bagno caldo insieme, stare a letto tutto il giorno.
Non importa cosa, la cosa importante è tornare in quella bolla in cui ci siete soli voi, senza parlare dei problemi legati alla quotidianità. I figli, i soldi, il lavoro, i parenti invadenti, i vicini che litigano.

La vostra rete sociale è un salvagente: curatela ogni giorno

Sono stata fidanzata a lungo e sono felice di essere sempre stata ferrea su una cosa: continuare ad avere una mia vita sociale scissa da quella del mio fidanzato di allora.
Amici che frequentavo anche senza di lui, corsi e attività solo mie. 
Quando quella relazione è finita, mi sono resa conto di come per la maggior parte di quelli che erano “i nostri amici”,
io, la stronza che lo aveva lasciato, fossi solo più “la ragazza di …” e non “Emanuela”.

Sapete quante di quelle persone sono rimaste nella mia vita davvero? 0
E sapete quanto ho voluto che ci rimanessero? 0
Se non avessi creduto fermamente nell’importanza di avere una mia vita sociale, mi sarei ritrovata di colpo sola.
Mi sarei ricostruita lo stesso, ne sono certa, ma non sarebbe stato facile ritrovarsi di colpo a elaborare una doppia perdita.

Io non voglio essere solo “la moglie di..” o “la compagna di…”, voglio essere Emanuela prima di tutto.
Coltivate la vostra rete, non smettete mai di avere interessi e spazi vostri.
Mio marito è la mia famiglia ma non può essere il mio unico mondo

Smettetela di sottolineare i piccoli difetti, ricordatevi perché vi siete sposati

A casa mia, se chi andava in bagno non spegneva la luce o lasciava il dentifricio senza tappo, c’erano tutti i presupposti per una tragedia greca in siciliano.
Il risultato su di me è stato uno solo: rifiuto estremo per dinamiche simili.

Mi rifiuto di litigare per queste cose che sono solo “piccoli tormenti inutili” che ti fanno arrivare a non sopportare più l’altro.
Mio marito le luci non le spegne quasi mai, lo faccio io per entrambi; io sposto spesso le sue cose e non le rimetto nello stesso posto, quindi a volte ci lanciamo in ricerche infinite che si concludono con un mio “Scusa provo a non farlo più” sapendo che non è vero.

Non discutiamo per queste cose. Sappiamo che se lo facessimo a queste se ne aggiungerebbero altre legate alla normale convivenza fra due persone e diventerebbero dei difetti giganti, quindi è meglio ricordarsi perché ci siamo sposati.
Cosa ci ha fatto dire “sì” proprio a quella persona che non spegne le luci e ci sposta le cose?

Avete mai chiesto direttamente e senza mezzi termini al vostro lui/lei perché vi ha sposato a qualche anno dal matrimonio? Oppure a qualche coppia durante una cena?
Provate. E’ una domanda destabilizzante.

Non dovete per forza sedervi come se foste in riunione e poi a turno farvi un elenco. Certo che no!
Trovate voi il modo più in linea con la vostra personalità ma ricordatevelo, spesso, sopratutto quando vi sembrerà di averlo dimenticato. Perché succederà.

Fate sesso spesso non sempre di mercoledì

Grazie, penserete voi. Fortuna che ci sei tu a dircelo.

Una ragazza conosciuta all’università mi raccontava che vedeva il suo fidanzato ogni mercoledì e nei fine settimana; sapeva esattamente che ogni mercoledì avrebbero fatto l’amore mentre nei weekend c’era l’effetto sorpresa: sabato o domenica?

Non credo che queste situazioni siano così poco comuni, credo invece che sia facile che sfuggano di mano, che man mano diventino la normalità e il sesso diventi come andare a fare la spesa insieme il sabato mattina.
Rivedere il punto 1–> uccidete la routine!

 


Non aspettate troppo prima di chiedere aiuto

Se c’è una cosa che ho imparato dalla mia lunghissima relazione precedente è comunicare senza soffrire in silenzio.
Comunicare subito, prima che il non detto diventi un macigno insopportabile e abbiate ancora la forza per spostare i sassi.

Parlate ma parlate davvero, fatelo nudi, senza difese, senza filtri, con le vostre paure e i vostri timori, non abbiate paura di essere vulnerabili e incredibilmente fragili. E
 se tutto questo non basta, non vergognatevi a chiedere aiuto.

Che sia terapia di coppia o il prete, l’ipnosi o la sciamanesimo, cercate qualcuno che vi possa aiutare a comunicare prima che sia tardi.

Il vostro matrimonio non può essere lasciato al caso.
Mai.

 

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