Cosa gli cucino stasera?

Cosa gli cucino stasera? Non è un semplice tormentone.
Problemi di coppia. Ognuno ha quelli che si merita.


Ho perso il conto delle volte in cui, da piccola, sentivo mia madre dire con un tono affranto: “Cosa vi cucino per cena?” la variante era: “Cosa faccio a papà per cena?”.

Io, bambina, non capivo perché usasse quel tono né perché la cosa fosse così complicata e richiedesse tanto spreco di tempo.

Ho iniziato ad arrabbiarmi e a capire quanto fosse importante la gratitudine solo molti anni dopo, quando a cena iniziata a mia madre non si diceva grazie ma si facevano notare le cose che non andavano bene.

Fioccavano i “Che schifo” o i “Non mi piace” i “Buono peccato manchi il sale…” e i “Sarebbe stato perfetto se…” e lei non ci ha mai mandato a quel paese, come avrebbe dovuto lecitamente fare.

Io stessa ho imparato a lamentarmi in famiglia e l’ho fatto per molto tempo. Facevo parecchi capricci sul cibo anche fuori casa.

Sfido chiunque a dirmi che non succedeva lo stesso in molte delle vostre case.

Crescendo mi sono resa conto che la questione aveva dimensioni universali e non si limitava alle mura domestiche.

Ritrovavo l’annosa domanda negli spogliatoi delle palestre, nei discorsi fra donne sul tram, nei supermercati ascoltando gli altri mentre cercavo il pathè di olive, in spiaggia origliando il vicino mentre facevo finta di leggere il libro di turno.

Terminata l’università e ottenuto il primo lavoro impiegatizio, ho capito che la questione era dilagante.

 


Nell’ufficio in cui lavoravo, le ragazze sposate si tormentavano con la stessa domanda nel tardo pomeriggio o in pausa pranzo, c’erano dei veri e propri comizi che ascoltavo senza essere di grande aiuto.

Un giorno una mia collega mi disse che lei quando aveva 3 cose in frigo, le digitava su Google e venivano fuori delle ricette.

Problema “fantasia” risolto.

Poi è successa una cosa incredibile. Sono stata punita per non aver ringraziato abbastanza mia madre.

Il problema si è ripresentato ma con una caratteristica a me sconosciuta.

La frustrazione al contrario: uomini che non amavano mangiare o cucinare tanto quanto me.

Prima con un fidanzato che aveva come piatto preferito la pasta in bianco con l’olio e come dessert il gelato fragola e limone.
Mai una volta che in gelateria abbia compiuto il folle gesto di provare pistacchio e banana.

Poi l’essermi innamorata e sposata un vegetariano che odia aglio e cipolla e mangia solo perché deve mangiare.

Provate a chiedere “Che mangiamo di buono per cena?” e sentitevi dire sempre “Quello che c’è” “Va bene tutto” o peggio “Non ho fame”.

La voglia di sfoggiare la vostra abilità a fare gli spaghetti ai frutti di mare o il roast-beef in crosta ne uscirà distrutta.

Disintegrata.

Pian piano però vi renderete conto che la sfida è un’altra!

Ingolosirlo con il seitan (ah, no, non gli piace), il tofu (ah, no, non sa di niente), le zuppe di farro e orzo perlato (no, le zuppe no, sanno di casa di riposo), strepitosi e profumati curry indiani (che schifo il cumino), una vellutata di radicchio e carote (sembra vomito di unicorno).

Rimangono all’attivo pizza e formaggi.

Mio marito si nutrirebbe di questo ogni giorno ma il buon senso glielo impedisce.

Per il nostro quieto vivere abbiamo capito e deciso presto che se invitiamo molti amici a casa, si ordina la pizza.

Siamo giunti a questa soluzione dopo qualche cena in cui io, da buona terrona, iniziavo a pensare a cosa preparare il mercoledì per il sabato, cercando conferme, idee e conforto in lui che mi guardava come padre Karras guardava Regan.

 

 

E a cena fuori?

Avete mai fatto caso come sia dato per scontato, spesso, che sia l’uomo quello che mangia e la donna quella attenta alla linea?

Se siamo in un locale e non c’è nulla che possa mangiare per via della carne o per il timore dell’aglio, Ale trasgredisce con un’insalata mista.

Io ordino un piatto di pasta, un secondo, le patatine fritte se siamo al pub… insomma qualsiasi cosa ma l’insalata mista no.

Ecco che il cameriere arriva con due piatti e mentre chiede di chi è cosa, ha l’insalata rivolta leggermente verso di me e la cosa più calorica verso di lui.

In viaggio la questione si fa più seria. Purtroppo io sono un’assaggiatrice seriale di street food, anche a costo di reazioni allergiche.

Le volte che ho dovuto rinunciare a tutto quello che “dai per me sola è troppo, dividiamo” non si contano.
In quei momenti fermerei il primo sconosciuto che passa per chiedergli di assaggiare con me tutto quello che mi ispira.

Tutto questo però ha un lato positivo. Visto che a lui dove e cosa mangiamo non interessa affatto e soprattutto non si lamenta mai, io posso scegliere sempre dove dare ampio spazio alla mia curiosità culinaria!

Non so come sia a casa vostra care moglinviaggio ma se la domanda assilla anche voi, ho scoperto che esiste questo sito con una sezione che si chiama Cosa Cucino Stasera.

Non è fantastico?

Una cosa certa è che se mai mi inviterete a cena, qualsiasi cosa preparerete io vi dirò solo e semplicemente “Grazie”.

 

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