Expat in Cina, 5 cose da sapere prima di partire

moglie expat

Stai per espatriare in Cina e hai mille domande?
Ecco una mini-guida alla sopravvivenza della nostra moglie expat Laura.
Leggi il post, parti informato!

Si potrebbe scrivere all’infinito di Cina e di come sia bello e difficile essere expat in questo paese dalle dimensioni continentali, ma le informazioni basiche da cui partire per progettare o valutare un trasferimento sono tanto semplici e scontate quanto fondamentali.

VISTO DI INGRESSO

moglie in cina

Togliamoci ogni dubbio, il visto e’ indispensabile per entrare e rimanere (almeno un po’ di tempo) in Cina, ad eccezione di Hong Kong e Macao che pur essendo tecnicamente territori cinesi non richiedono visti di ingresso. In Italia il visto va richiesto presso il CVASC (Chinese Visa Application Service Center) di Roma o Milano oppure presso il Consolato Cinese di Firenze.

Esistono addirittura 12 tipi di visti, tanto per darvi un’idea di quanto tutto sia complicato, tra i quali i più richiesti sono il visto L rilasciato per turismo (il più’ comune e’ quello a ingresso singolo e dura in genere 30 giorni) e il visto Z, concesso a chi si si trasferisce in Cina per lavoro.

Dal momento che siete expat questo e’ il visto che vi può maggiormente interessare, in quanto e’ l’unico documento che vi permette di lavorare legalmente in Cina: la procedura per l’ottenimento del visto Z e’ un po’ più complicata e richiede maggiore documentazione (oltre ad una fantascientifica visita medica in un ospedale cinese con tanto di radiografie, test HIV, prelievi del sangue vari) ma dovrebbe essere l’azienda per cui lavorerete in Cina ad occuparsene, affidandosi ad una delle tante agenzie di pratiche.
E se non lo fa…. forse sarebbe il caso di chiedersi per quale azienda vi state trasferendo dall’altra parte del mondo.

VPN (Virtual Private Network)

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I cinesi vivono di web e dentro il web. Internet e’ ovunque con connessioni Wi-Fi capillari e funzionanti. In Cina si compra tutto on line, ci si muove tramite app, si trova lavoro tramite la rete, si cerca e si fa l’amore sul pc.

Peccato che il loro web sia appunto tutto loro, il WWW non e’ il nostro WorldWideWeb ma i cinesi utilizzano applicazioni, programmi, server, social completamente differenti da quelli a cui siamo abituati, come in un mondo parallelo dove tutto e’ ovviamente e rigorosamente in cinese. Cito ad esempio Tudou e Youku che hanno sostituito YouTube, Weibo al posto di Twitter e FB, QQ al posto di Skype, Wechat che e’ una sorta di chat ma con applicazioni simili a Twitter e WhatsApp, per non parlare del meraviglioso mondo di Taobao che come Ebay e’ un vero e proprio shopping mall ma dalla portata economica impressionante.

Il controllo costante da parte del governo (vi ricordate che la Cina e’ ancora un regime vero?) viene effettuato sia sui siti nazionali che su quelli stranieri: e’ il Great Firewall (GFW), il sistema governativo di protezione della rete da non si sa poi cosa.
Brutte notizie quindi per voi
expat affezionati utenti di Facebook, Twitter, Youtube, WordPress, Blogspot e affini, perché qui sono oscurati e censurati, come anche Google con tutti gli account gmail che ne seguono.

Diventa quindi fondamentale per un expat, che ha bisogno dei suoi contatti e dei suoi social come l’aria, scaricarsi prima di partire una VPN che bypassa i blocchi di rete utilizzando il server di altri paesi. Ne esistono di diversi tipi, gratuiti e a pagamento, i primi funzionano quando hanno voglia quindi mi orienterei su quelli a pagamento, più affidabili, come astrill vpn, vpn one click, express vpn, vpninja.
Ricordate che se il contratto di lavoro per la Cina non dovesse andare in porto, la VPN nel caso torna utile anche per aggirare i blocchi su alcuni siti in Europa, il più delle volte per motivi di copyright.

ASSICURAZIONE MEDICA

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I servizi sanitari, di qualunque tipo, sono a pagamento e i prezzi sono decisamente alti per un expat.
Il sistema sanitario cinese e’ simile a quello americano: devi pagare, molto semplicemente, per farti togliere un calcolo o curare una carie.
La “mutua” all’italiana esiste ma solo per cittadini cinesi e in ogni caso non ve la consiglierei in caso di necessita’.
Nelle grandi metropoli
ci sono ospedali pubblici con reparti a pagamento, per cinesi ricchi e stranieri oppure cliniche a completo investimento straniero, spesso in joint venture con strutture locali.

Nel primo caso spesso i medici del reparto vip sono gli stessi del reparto local, solo con una targhetta diversa su un camice più pulito;
nel secondo si tratta di cliniche con personale medico formato in Europa o negli States, con una competenza e una specializzazione al pari o superiore a quella che trovate in un qualunque ospedale italiano.
Fondamentale diventa quindi stipulare prima della partenza un’ottima assicurazione medica, che sostenga voi e il vostro portafoglio in caso di malaugurata sorte.

MOBILITA’

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Muoversi all’interno della Cina può risultare complicato e richiedere più tempo e soldi del previsto, oltre a una bella dose di santa pazienza.
La Cina per superficie e’ il terzo paese più grande al mondo, qui vive un terzo della popolazione mondiale (1,5 miliardi di persone che si spostano) e ci sono città come Shanghai grandi come la Valle D’Aosta.

Spostarsi e’ faticoso
, ditelo ai vostri nervi prima di partire.
Viaggiare in volo all’interno della Terra di Mezzo e’ costoso, la maggior parte dei cinesi si muove in bus anche per coprire grandi distanze (ad esempio per tornare nelle proprie
hometown durate le festività nazionali) e solo i cinesi ricchi di nuova generazione si spostano in aereo, con l’effetto inevitabile di far lievitare i prezzi dei biglietti.

Quando possibile, optate sempre per il treno: pensate che la tratta Shanghai-Pechino (1318 km in 5 ore a 300 km/h) si copre meglio in treno che in volo, sia in termini di costi che di tempo risparmiato.
Nelle città le linee di metro in genere sono ben funzionanti e capillarmente diffuse, scordatevi di usare l’auto (la patente internazionale non e’ riconosciuta) sempre che non vi piaccia passare le vostre giornate nel traffico.
Fate attenzione se vi muovete a piedi, essendo il pedone in Cina davvero l’ultimo anello della catena alimentare.

Ovunque ci si può spostare in taxi, economici e anche divertenti come esperienza umana.
Diventa quasi indispensabile acquistare un motorino elettrico per girare in città, di quelli silenziosi che vi investono quando camminate sui 
marciapiedi: in Cina le-bike e’ la brutta evoluzione della (non più) sempreverde bicicletta.

STUDIARE IL CINESE

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Lo so che in fase di trasferimento le cose da sistemare sono tante: le pratiche burocratiche, il lavoro, cercare casa, sistemare la famiglia, le scuole per i figli…ma una volta definite le priorità, un buon corso di cinese, di quelli ben fatti, vi aiuterà parecchio.
E’ faticoso e ci vuole pazienza e dedizione oltre a una buona memoria ma nel tempo ci si rende conto dell’investimento fatto.
Vivere in un paese di cui non si parla la lingua e’ sempre un sacrilegio, perché la conoscenza di un popolo e di una cultura passa prima di tutto dalla lingua di chi lo compone. Ma i
n Cina non e’ solo puro arricchimento personale, ma vera e propria sopravvivenza.

Pensate banalmente a questa situazione: e’ sera inoltrata, uscite dal lavoro e sognate di essere gia’ sotto la doccia, trovate un taxi ma il tassista, come tutti i tassisti in Cina d’altronde, non parla inglese (a questo proposito ricordatevi di avere sempre un bigliettino in tasca con l’indirizzo in cinese).
Oppure non passa un taxi da mezz’ora e voi, sempre sognando la vostra doccia, potreste chiamarne uno con quelle app tanto usate dai cinesi che ti permettono di farti individuare e caricare dal taxi più vicino….potreste, ma non potete perché le app sono in cinese.

Senza conoscere un po’ di cinese vi perderete la bellezza di integrarvi nel quartiere, con i colleghi, di salutare il fruttivendolo la mattina e chiedergli perché continua a sputacchiare in strada ma non solo.
In Cina, per esempio, lo shopping e’ quasi esclusivamente on line, tramite piattaforme che sono vere fabbriche di soldi per chi le gestisce ma anche molto convenienti per l’utente che acquista in rete: ovviamente sono tutte in cinese.
Oppure difficilmente troverete un idraulico che parla inglese e se avete una perdita d’acqua…saranno tutti tubi vostri.

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