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Fino a Santiago in bici per andare a sposarci

Santiago in bici: due mountain bike e un sogno, arrivare in bici fino Santiago de Compostela e sposarsi alla Corticela.
Alessia ci racconta il suo matrimonio in bici dalla Francia a Santiago!

Contributo di Alessia Bosco

Io e Simone ci siamo incontrati sui banchi di scuola, le medie per la precisione, per poi perderci e ritrovarci qualche anno dopo ormai adolescenti.

Lui deciso, io titubante, alla fine ho ceduto e da lì è iniziato il nostro “cammino”. Dopo anni da fidanzatini abbiamo deciso di fare il grande passo e prender casa insieme.

La passione per la mountain bike è nata per caso, grazie al gruppo sportivo legato all’azienda per cui lavoro.
Abbiamo provato a uscire con loro in MTB e da quel momento è diventata una vera e propria ragione di vita che portiamo avanti ancora adesso.

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Quello stesso anno degli amici decidono di fare il Cammino di Santiago ma noi eravamo troppo inesperti per prendere in considerazione un’idea del genere e così abbiamo iniziato a valutarla per l’anno successivo.

Con l’arrivo dell’inverno abbiamo iniziato a pianificare ogni dettaglio: quando partire, con che attrezzatura, come allenarci.

Durante una delle tante ricerche di informazioni leggo di una coppia che per prima si è sposata a Santiago e io, da sempre indifferente al matrimonio, ne rimango affascinata e quasi per scherzo gli dico:

“E se ci sposassimo a Santiago? Mi sembra un ottimo modo per finire il cammino e un ottimo modo per arrivare all’altare”

Ormai il danno era fatto: da quel momento abbiamo deciso di sposarci a Santiago.

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L’idea iniziale era di non dir niente a nessuno fino a matrimonio avvenuto ma poi ci siamo resi conto che sarebbe stato un torto per le nostre famiglie: una sera, a cena, abbiamo annunciato la nostra intenzione.

La reazione? “Dammi il pc che prenoto il volo”.

Abbiamo iniziato i preparativi: inizialmente ho contattato Francesco, il primo ragazzo che si sposò a Santiago, per avere tutte le informazioni necessarie e tra corsi, documenti, nulla osta e contatti con il parroco di Santiago siamo riusciti ad avere tutto il necessario per realizzare il nostro sogno.

C’era solo un ultimo scoglio da superare: il nostro ideale era di presentarci all’altare con l’abbigliamento da bici ma le mamme, si sa, ci tengono a vedere il proprio figlio con l’abito da matrimonio!

Allora nel modo più semplice possibile, sono iniziate le ricerche per gli abiti.
Il mio in particolare è stato cucito da una sarta amica di famiglia, in quanto volevo una cosa molto semplice e personale.

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Altro pensiero: i parenti. Siamo una famiglia numerosa e da buoni meridionali ci teniamo alle feste, quindi prima di partire abbiamo organizzato una festa per pochi intimi: 100 persone.

Arriva il grande giorno, partiamo per questa avventura a noi completamente sconosciuta, in bici, senza comodità, in completa autonomia e con una data da rispettare.

Non sono mancati alti e bassi, inutile dire che il cammino non è una passeggiata ma è magico, fa caldo, freddo, piove o c’è vento, vai a letto con le galline per poi svegliarti che è ancora buio e non sai cosa dovrai affrontare.

Dormi in camerate con anche centinaia di persone ma mentre sei li c’è una forza che ti spinge a continuare, a non mollare e così, dopo 861 km, 12 giorni, 46° di massima, molte, troppe salite e incontri con persone splendide, siamo arrivati davanti alla Cattedrale con quasi una settimana di anticipo, contro ogni nostra aspettativa.

Abbiamo trascorso una settimana da bravi turisti, in attesa dei pochi invitati che avevano accettato di raggiungerci.



Il matrimonio era programmato alle 17.00 di lunedì 22 Agosto 2011: alle 15.30 eravamo ancora a tavola con le mamme in fibrillazione, un caffè, una doccia, un filo di mascara e via.

Arrivati alla Corticela, una cappella all’interno della Cattedrale di Santiago, Don Juan ci ha chiesto se volevamo lasciare l’ingresso aperto o chiuso, abbiamo deciso di chiuderlo, per renderlo così un momento ancora più intimo.

Eravamo noi, i nostri genitori, i nonni di mio marito, mia sorella, una coppia di miei zii e una coppia di zii di mio marito. Al termine della cerimonia abbiamo festeggiato in un ristorante di Plaza do Obradoiro e il giorno dopo abbiamo fatto giusto in tempo a far registrare l’unione in comune e a tornare a casa.

Per noi il viaggio di nozze non era necessario, ma spinti dai consigli di amici e parenti siamo partiti per una settimana in Kenya.

Da quel giorno sono passati 6 anni, il nostro cammino continua e ogni volta che lo ricordiamo, potessimo, ripartiremmo immediatamente.

Se lo rifarei?? Sì, ovviamente, forse con qualche modifica ma lo rifarei subito!

 

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