Giappone in biciletta: pedalando sulla Shimanami Kaido

Giappone in bicicletta: la Shimanami Kaido è un percorso ciclabile che collega sette isole del mare interno giapponese per 70 km. Leggi il post, parti informato.

 

Ogni viaggio che faccio porta con sé voglia di vedere le cose che assolutamente non si possono perdere e di scoprirne anche di nuove,  senza troppi turisti in giro.
Il mio primo viaggio in Giappone si è trasformato in un mix di entrambe le cose: da Hiroshima sono partita decisa a percorrere la Shimanami Kaido, una pista ciclabile lunga 70 km che collega, con un sistema di ponti sospesi, le isole del Mare Interno giapponese.

Attirata dalla promessa di un Giappone autentico in una delle mie tante letture, abbiamo trascorso qualche giorno qui, lontani da Tokyo, dalle luci, dal caos.

Il mare interno giapponese, Seto-Naikai, è delimitato dalle tre isole principali Kyushu, Shikoku e Honshu.
Le ultime due sono facilmente attraversabili grazie ai sette ponti sospesi e questo pezzettino di mare regala scorci autentici di un Giappone rurale, fatto di paesaggi sul mare, di silenzi infiniti, di templi arroccati e nascosti nell’entroterra ma anche di paesaggi meno piacevoli in alcuni tratti, a causa dei cantieri navali e dei porti commerciali.

giappone in bicicletta

Dove noleggiare le bici: prezzi e condizioni

Poco conosciuta dagli europeri, la Shimanami Kaido è il fiore all’occhiello del ciclismo nipponico e collega l’isola di Honshu con quella di Shikoku; è adatta a tutti, anche a famiglie con bambini, e io, sono la testimonianza vivente che non occorre essere ciclisti esperti per percorrerla.

Diciamo che agosto non è il periodo migliore perché il caldo è davvero tosto, se non avete scelta, privilegiate le ore più fresche della giornata.

Se pensate di pedalare tranquillamente con la bellezza negli occhi, scordatevelo.
Queste isole fanno un po’ le prime donne e per vedere alcuni dei templi e dei santuari più importanti come quello di Kosan-ji, sull’isola di Ikuchi-jima, dovrete scarpinare un pò. Scendete dalla bici e fate gli esploratori.

Avete due possibilità: compiere tutti i 70 km in un giorno oppure spezzare il giro in più giorni per poter scoprire le isole.

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La pista è segnalata benissimo e lungo il percorso trovate facilmente i 14 terminal per il noleggio delle bici:
gli adulti pagano ¥1000 al giorno oltre ¥1000 di deposito che vi verranno restituiti solo se riconsegnate la bici nella stazione in cui l’avete noleggiata o in un’altra stazione ma che deve essere stessa isola!
Quindi, se noleggiate la bici sull’isola di Honshu e la riconsegnate sull’isola di Shikoku, perdete i ¥1000 di deposito: attenzione perchè  i centri di noleggio chiudono presto, fra le 17 e le 18. Vi lascio questo link con tutti i dettagli.

Le bici sono di vario tipo e per esigenze diverse; inoltre viene richiesto il pagamento di un pedaggio quando attraversate i ponti (dai ¥50 ai ¥200). Gli uffici turistici vi forniranno anche le cartine per tutto il percorso e ribadisco che essendo in Giappone, tutto funziona perfettamente!

Dove dormire

giappone in bicicletta
Sono arrivata in traghetto sull’isola di Ikuchi-Jima (40 minuti di traversata: ¥800 circa), volutamente scelta perché avevo letto essere caratterizzata da agrumeti e belle spiagge.

Non avevo prenotazione, solo un indirizzo trovato sulla Lonely Planet, arrivata al porto ci siamo resi conto che l’ostello a piedi era un po’ distante, quindi abbiamo fatto l’unica cosa che ci è venuta in mente: abbiamo chiesto un passaggio a un signore che ci ha portati lì davanti.

L’ostello è il Setoda Shimanami Guest House in una stupenda posizione sulla Spiaggia del Tramonto.
(camere da ¥4600/3000 a persona con/senza pasti colazione e cena).

Abbiamo optato per il solo pernottamento, decisi a procurarci i pasti in maniera più economica.
Sull’isola non c’è molto: un ristorante, alcune caffetterie e i mini market.

Le camere e l’onsen

giappone in bicicletta
Le camere sono in stile giapponese: molto essenziali,con il tatami che profuma di buono e un bagnetto privato.

Ma ciò per cui ne vale davvero la pena è il loro onsen. Solitamente la zona adibita a onsen in Giappone è divisa per uomini e donne. Quando le strutture dispongono di una sola vasca per il bagno, l’utilizzo viene regolamentato da orari femminili e maschili, a turnazione.

L’onsen del Shimanami Guest House dispone di due salette e all’ingresso, un ideogramma tradotto in inglese specifica per ogni porta “men” e “women”.

Una sera, pronti per fare il nostro bagno rilassante rigorosamente separati, siamo stati fermati dal proprietario che, gesticolando, ci ha fatto capire che la zona per gli uomini era chiusa.
Alessandro, tutto abbacchiato, stava per tornare in camera ma il nostro eroe giapponese con un movimento veloce del polso ha ruotato la targhetta in legno dell’ideogramma di women che è diventato family! Ci dava il permesso di entrare insieme.
Sorrisi e inchini. Felicità. Ancora inchini.
Una magia accaduta in pochi istanti sotto i nostri occhi.