In viaggio senza papà

Una donna, una viaggiatrice, una compagna e ora anche una mamma.
La protagonista di questa storia ci racconta come si viaggia anche senza papà!

Ho 34 anni, vivo a Torino e lavoro nella comunicazione.
Viaggio da sempre: prima coi miei e poi, appena ho potuto, da sola. Ricordo ancora il giorno in cui andai con mia madre a comprare il mio primo – e unico- zainone, uno rosso per me e uno uguale blu per mio fratello. Non ricordo quanti anni avessi, ma se chiudo gli occhi e torno a quel momento mi sento molto piccola, curiosa e incredibilmente eccitata. Su quello zaino ho cucito nel tempo decine di toppe acquistate e ricercate quasi con fobia in ogni paese che ho visitato: dal Brasile al Marocco, da Cuba al Senegal, dal Guatemala ai Balcani con in mezzo un bel po’ di Europa.
Ancora oggi quello è il Mio zaino.

Da quasi due anni sono mamma di una bimba che io definisco molto “facile” e a gennaio del prossimo anno nascerà il o la secondo/a.
Tante persone, mamme soprattutto, durante la mia prima pancia mi dicevano “Vai, goditi queste vacanze perché saranno le ultime e poi per un po’ addio viaggi”; oppure mi capita spesso di sentire amiche desiderose di diventare mamme dimmi e dirsi “Guarda, mi faccio ancora questo viaggio poi inizio a cercare un bebè”.
Ma perché questa paura? Davvero dopo si smette di viaggiare?

Alle mamme premurose pronte a mettermi in guardia non rispondevo, però pensavo ad una ragazza che avevo incontrato durante il mio primo viaggio in Cina, che stava girando da sola l’Asia con il suo bimbo di qualche mese. Pensavo a lei e mi dicevo: si può!
E così io anche in questi ultimi due anni ho viaggiato, non ho smesso di farlo e non ho smesso di farlo sola (senza il padre dei miei figli).


Adoro il mio compagno, è il punto di riferimento delle mie giornate e del mio stare, ma forse per carattere/abitudine/necessità ho anche bisogno di vivere esperienze da condividere solo al ritorno; ho bisogno delle mie amiche e di tanto femminile intorno. Oltretutto ho un lavoro che mi consente una flessibilità maggiore della sua e spesso mi posso permettere di prendere quello zaino rosso e partire anche fuori stagione. Beh, signore e signori, ho continuato a farlo.

Cambiano le modalità e le tempistiche forse; c’è bisogno di prendere confidenza con una nuova condizione di viaggio; c’è qualche pensiero in più e un bagaglio un po’ meno leggero; ma viaggiare con un bambino piccolo si può, anche senza papà.
Ho fatto la mia prima gita da mamma sola con una pancia di cinque mesi e la mia amica di viaggio. Treno notturno fino a Salerno, giro veloce per il centro per poi salire su un lento regionale fino a Maratea. Abbiamo girato la Basilicata, in treno, autostop, tenda per poi tornare con il solito Intercity notte, questa volta con sosta a Napoli per una pizza in volata.

La prima ad essersi sconvolta per questa scelta è stata mia mamma, che per settimane poi non mi ha rivolto la parola accusandomi di essere stata una incosciente. “E il papà? – mi chiedevano – si fida a lasciarvi andare sole?”. Come se io non fossi anche madre della creatura che portavo in grembo e come se non fossi io la prima a voler star bene e farla star bene.

Amanda non aveva neanche un anno quando, sempre solo con la mia amica, abbiamo preso il suo primo aereo verso la Sicilia. Una settimana tra donne, con un volo low cost che ovviamente non prevedeva il trasporto del passeggino e il servizio di noleggio attrezzatura per bambini non copriva la zona di Trapani: quindi marsupio a turno tra me e la zia, e un paio di pappe di emergenza.
Anche qui abbiamo girato in bus, treno, a piedi, senza particolari limiti ed è stato rigenerante.

A dicembre per il primo compleanno della pupa avevo voglia di una meta calda e lontana dal Natale italiano e alla fine il mappamondo ci ha portato in Sri Lanka (ma qui, devo ammetterlo, c’era anche il papà!).
Questo viaggio è stato il vero battesimo da vagabonda della piccola e anche per noi, viaggiatori genitori per la prima volta.

Si, ci siamo fatti qualche scrupolo in più rispetto alla meta (Sri Lanka invece dell’India, chissà perché poi..), abbiamo fatto i vaccini che fino a quel momento avevamo rimandato e contato con attenzione i pannolini, incerti se lì li avremmo trovati (oggi per esperienza posso dire che si trovano quasi ovunque!); ma neanche per un attimo abbiamo pensato se fosse o meno il caso di viaggiare.

Siamo partiti senza programmi particolari, decisi ad osservare la reazione di Amanda e le sue esigenze.
Io allattavo e questo mi rendeva molto più tranquilla dal punto di vista alimentare. Alla fine abbiamo girato in lungo e largo, cambiando meta ogni due giorni, viaggiando in terza classe, mangiando nelle bettole per strada e cercando case dei locali dove dormire solo una volta arrivati sul posto.
Certo, il mio bagaglio non era più dimensione marsupio con costume, infradito e guida, e le foto sono state tanto monopolizzate da boccoli biondi e sorrisi ancora sdentati, ma il viaggio è stato esattamente quello che avremmo fatto senza di lei.

in viaggio senza papaMa, ripeto, la mia bimba è molto facile e si sta rivelando una grande viaggiatrice. Poi chissà se il fatto che lei sia così socievole e adattabile sia in parte stato facilitato dal nostro continuare a vivere a modo nostro, o se al contrario ci siamo potuti permettere di farlo per il suo carattere… E adesso sto pensando alla mia prossima fuga. Prima del prossimo parto vorrei tornare con la mia amica (sola, con la pancia ma senza figlia e papà) nei Balcani per qualche giorno. Sarà ancora diverso probabilmente, ma mi sento abbastanza tranquilla e decisa a volerlo fare.

Il mio consiglio? Vorrei dire “Partite, partite, partite che è tutta esperienza”, ma non lo dico. Dico invece di stare in ascolto e di essere accoglienti come solo la condizione di madre richiede di essere. Ascoltate i vostri figli e capite con loro quali e come possono essere i vostri viaggi. Ogni bambino ha un carattere e una personalità, direi di assecondarli e rispettarli al massimo. Però mi sento anche di dire di non avere paura e di non rinunciare troppo per eccessiva prudenza: basta essere un po’ morbidi su una nuova forma del viaggio. Viaggiare con un bambino piccolo a volte è più comodo di quando saranno grandicelli.

E poi consiglio alle mamme di cercare di ritagliare del tempo per stare da sole con loro, senza papà (anche da sole senza di loro ogni tanto!). Viaggiare da mamma sola può essere un po’ più faticoso, ma regala delle emozioni fortissime e una complicità unica.
(Alf Sab)

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