India del Sud a dicembre: Kerala in houseboat

Volete fare un viaggio in India ma qualcosa vi frena? Iniziate dal Sud.
Capodanno in Kerala su una casa galleggiante (con il marito malato)
Come sopravvivere, leggi il post.

Stato dell’India meridionale, nell’estremo punto sud occidentale, il Kerala ha circa 600 chilometri di coste bagnate dal Mare Arabico.
Per raggiungerlo dall’Italia avete diverse possibilità: prendere un volo diretto fino a Trivandrum (la capitale), oppure volare su una delle città più importanti dell’India e spostarvi con un volo interno o mezzi alternativi.

Per questo viaggio ho scelto di volare fino a Mumbai e proseguire, dopo tre giorni, con un volo interno in Kerala.
Il mio tour è stato molto classico e ho dovuto fare delle scelte, suddividendo il tempo in Kerala in questo modo: tre giorni a Kochi, due a Munnar e gli ultimi due giorni ad Alleppy per realizzare un piccolo sogno e fare una mini crociera con marito lungo le acque interne, le famose backwaters, un mondo sull’acqua fatto di lagune, laghi e canali.

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Questa parte dell’India è molto più rilassante e pulita del Rajastan in cui ho fatto il mio primo viaggio qualche anno fa; ragion per cui l’ho trovata molto semplice sia da girare che come impatto psicologico, visivo e uditivo e per la stessa ragione la consiglio a chi si sente bloccato per qualsiasi motivo da un viaggio in India.

La regione del Kerala è famosa anche per i massaggi ayurveda. La maggior parte degli hotel vi proporrà pacchetti con diversi tipi di trattamenti,sono molti i turisti che vengono qui anche solo per trascorrere una settimana intera in qualche spa e dedicarsi al totale relax.
Noi ci siamo democraticamente divisi pomeriggio: mentre lui scorrazzava in bicicletta, perché il solo suono della parola SPA lo fa rabbrividire in ogni paese del mondo, io mi sono fatta fare un super massaggio da una dolcissima signora indiana.

In Kerala è molto bello noleggiare la bicicletta: potrete più facilmente evitare il traffico, che non è lontanamente paragonabile a quello di New Delhi.
Girare in bici a dicembre, a maniche corte, circondati da decorazioni natalizie, palme e noci di cocco, è qualcosa di surreale e vi farà invidiare tantissimo dalle persone che sono rimaste a casa a battere i denti. Fidatevi!

Come fare a noleggiare una casa galleggiante tutta per voi? E’ facilissimo!

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Da dove si parte
: da Alleppey.

In base a come deciderete di fare il vostro tour, Alleppey è il punto di partenza per eccellenza, noi lo abbiamo raggiunto in auto dopo i nostri giri.
Dall’Italia mi sono fatta fare vari preventivi qualche mese prima di partire;  sottolineo che noi abbiamo scelto di fare la crociera per Capodanno, ma si possono fare tutto l’anno.
L’agenzia a cui mi sono affidata è la Allepey Backwater Tour Company.

Una volta scelto dal sito il pacchetto che vi interessa, potete prenotare direttamente via mail: non essendo possibile pagare con carta di credito, mi hanno chiesto un acconto tramite bonifico, ma le commissioni sulla transazione internazionale risultavano essere più alte dell’acconto stesso, ragion per cui, dopo una lunga trattativa, mi è stato concesso di pagare tutto in loco al mio arrivo. Ovviamente questo ha comportato un grande atto di fiducia da entrambe le parti.

Poco prima di effettuare  il check/in sulla barca (previsto verso 11.30) mi ha contattata l’agenzia per sapere se avevamo esigenze alimentari particolari poiché stavano andando a fare rifornimento:
per i vegetariani l’India è un paradiso. Non avrete quindi problemi di sorta e l’agenzia si è dimostrata efficiente e disponibile dall’inizio alla fine.

Arrivati al molo, cercate l’ufficio della Allepey che si trova proprio di fronte a tutte le houseboat che sono pronte a partire.
Passaporto e contanti alla mano e poco dopo inizia l’avventura.

Cosa include il pacchetto e come sono fatte le imbarcazioni

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Il costo per trascorrere 24 ore sulla houseboat è stato di 170 euro per due persone.
Nel pacchetto è incluso: il personale di bordo, che sarà con voi per tutta la durata della crociera (un timoniere e un cuoco), tutti i pasti (un pranzo, una cena, la colazione del giorno dopo), frutta, the, acqua e caffè durante tutta la navigazione a richiesta. Vi riporteranno al punto di imbarco verso le 12 del giorno successivo.

Queste imbarcazioni galleggianti si sviluppano in lunghezza, dai 18 ai 27 metri circa, e sono costruite totalmente in legno.
La nostra aveva nella parte centrale una camera da letto con bagno privato; a poppa una cucinotta minuscola, una stanza più piccola per il personale di bordo e un lavandino comune per tutti lungo il corridoio.
La zona più importante e ampia viene destinata al salotto, a prua, arredato con il tavolo, le sedie e due poltrone disposte lungo i lati della barca, una di fronte all’altra.
Ad eccezione della nostra camera da letto e dei locali a poppa, il salotto rimane totalmente aperto, privo di pareti, per cui la visuale sui canali vi terrà gli occhi occupati senza sosta.

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Abbiamo trascorso la maggior parte del tempo osservando lo scorrere del paesaggio e la quotidianità di chi vive sull’acqua.
Sappiate dunque, che questo tipo di escursione non è adatta a chi si annoia facilmente e non riesce a stare fermo almeno ventiquattro ore.

Le imbarcazioni partono tutte contemporaneamente e quindi sì’, è tutto assolutamente turistico in questo senso ma poi si devia lungo canali più isolati e all’improvviso vi sembra di essere seduti alla finestra ed essere gli unici spettatori: intorno a voi un sussegurisi di piccoli villaggi, donne che sfregano i vestiti con il sapone o sciacquano i piatti, le palme, i bambini in divisa scolastica che corrono all’uscita da scuola, cormorani eleganti che popolano la natura fluida delle acque.

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In mezzo a cotanta bellezza, vostro marito inizia a stare male e ad accusare i primi sintomi di quella che si trasformerà in una influenza con febbrone per tutta la durata della crociera.

Sarà così che trascorrerete il Capodanno che avete immaginato per mesi, al suo capezzale, leggendo Shantaram e buttandogli ogni tanto una pezza bagnata sulla fronte assumendo la più tenera delle espressioni (ovviamente state fingendo).

Arriva l’ora del pranzo (squisito e abbondante come saranno tutti i pasti) e la navigazione continua fin verso l’ora del tramonto, quando ci fermiamo in un canale più grande in cui i pescatori gettano le reti perchè è vietato navigare al calar della sera.
Siamo vicino a un villaggio in cui ceneremo e passeremo l’ultima notte dell’anno. Man mano arriveranno anche le altre houseboats partite da Allepey qualche ora prima insieme a noi.
Decido che la mia figura da crocerossina l’ho ampiamente fatta e posso lasciare Ale da solo, sulla barca, per pochi minuti (mezz’ora) e andare in esplorazione con la mia pila.
Portatevela; per me è stata fondamentale perché la luce va via presto e avrete voglia di scendere dalla barca per un giretto perlustrativo: sorrisi, casette, verde rigoglioso, orti e ancora vita fino a che il buio non riveste tutto e dovrete tornare a fare le infermiere.
Non ho dormito molto quella notte, non volevo che finisse nonostante tutto, in compenso ho finito un libro di 500 pagine!
Mancava poco allo scoccare della mezzanotte e i nostri vicini di barca, indiani, mi hanno invitata a unirmi a loro per i festeggiamenti:
ho gentilmente rifiutato.

Con un calice di vino per me e la mano sulla fedele pezzasempreinfronte di Alessandro, ho festeggiato l’arrivo del nuovo anno.

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Cosa portare in caso di accompagnatore/accompagnatrice fuori gioco per malattie & varie:

– un libro, con tante, tante pagine;
– le carte: un solitario non si nega a nessuno
– la settimana enigmistica, perché anche se lui non è in forma, in un barlume di lucidità può aiutarvi a risolvere qualche rebus;
– la macchina fotografica con uno zoom potentissimo: non solo per i paesaggi, sopratutto per immortalare lui e ricattarlo quando sarà opportuno;
– la vostra miglior espressione da persona comprensiva;

– la crema solare, a dicembre il sole è forte e perenne.

Vantaggi in circostanze simili

Uno solo: qualsiasi cosa chiederete avrà come risposta un sì.

Dopo la colazione del mattino successivo, si ritorna lentamente e dolcemente ad Alleppey.
Per noi era il primo gennaio e i nostri nuovi amici, il cuoco e il timoniere, ci hanno chiesto di lanciare dei fiori in acqua per iniziare l’anno nuovo, un gesto propiziatorio, un rituale.
Ricordo che ho espresso un desiderio, non ricordo quale, ma era sicuramente qualcosa di bello.

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