Liguria: Bussana Vecchia in un giorno

In Liguria c’è un piccolo borgo antico che dopo essere stato distrutto da un terremoto è rinato come comunità internazionale abitata da artisti: Bussana Vecchia.


C’era una volta un borgo medievale su una collina, si chiamava Bussana.
Nel 1887 un terremoto danneggiò e distrusse violentemente l’entroterra sanremese, colpendo gravemente anche il comune di Bussana abbandonato dai suoi abitanti che si spostarono più a valle nell’attuale Bussana Nuova.
Il borgo riprese vita verso la fine degli anni ’50 proprio grazie a un’artista torinese. Voi lo sapevate? Io no.

Si chiama Mario Giani ma il suo nome d’arte è CliziaPittore, scultore e ceramista, Clizia visitò Bussana ed ebbe la bellissima idea di farne una comunità internazionale abitata da artisti, promuovendo una serie di attività legate alle arti: spettacoli teatrali, sagre folcloristiche e mostre d’arte.

Approfondendo ulteriormente ho scoperto che a Chivasso (Piemonte) esiste anche il Museo Clizia, gestito dall’Associazione Novecento, tributo all’artista e alle sue opere.

Oggi chi cammina per le vie di Bussana Vecchia può davvero immaginare come potesse essere in quegli anni, può sentire l’antico fermento artistico che hanno respirato i carrugi: ci sono piccole botteghe artigiane, opere in ceramica appese lungo i muri, cuori rossi dipinti sul porfido ai vostri piedi e scorci a picco sul mare.

L’intero borgo è pedonale, per arrivarci dovete lasciare l’auto in una piazzetta, basterà seguire le indicazioni e poi salire a piedi, guardando il mare.

Il primo locale che si incontra è la Casaccia, si può mangiare all’esterno sulle panche grezze vista valle, noi non abbiamo pranzato ma il profumo di carne alla griglia me lo ricordo: sembrava di essere a Pasquetta sui prati.

Per chi vuole immergersi nell’atmsofera notturna di Bussana e magari passarci la notte è possibile anche dormire, ho visto un paio di B&B. La vostra gita può finire o iniziare alla caffetteria Piazzetta Golosa, il piccolo caffè è molto semplice e banale all’interno quanto suggestivo all’esterno.

La posizione del borgo è sicuramente strategica e i carrugi lo rendono davvero affascinante, devo dire però che le opere in mostra non mi hanno lasciata a bocca aperta: alcuni laboratori espongono opere mediocri e dozzinali, forse peggiori rispetto all’ultima volta che ci sono stata.
Quello che rende tutto incantevole è il luogo in sé e la sua storia.

L’atmosfera che si ha intorno, la passeggiata per i suoi i vicoli, le insegne delle gallerie d’arte e, sopratutto, l’idea che questo paese sia stato ed è tutt’ora abitato da artisti che qui hanno trovato un loro spazio espressivo, fisico e mentale.
Spazio che è arrivato in seguito al restauro del borgo con materiale di recupero trovato fra la macerie, cercando di rispettare la struttura urbanistica medievale di Bussana.

Per tutto questo, Bussana merita sicuramente una visita.

 

 

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