Lisbona insolita. Il Palazzo dei Marchesi di Fronteira

Il Palazzo dei Marchesi di Fronteira ha un giardino all’italiana incantevole e alcuni fra gli azulejos meglio conservati in città. 

Tutte le info nel post!

 

Dove
Con la metro arrivate alla stazione Jardim Zoológico (conosciuta anche come Sete Rios).
Avete due possibilità: camminare, come ho fatto io per circa venti minuti, o aspettare l’autobus 770 all’uscita dalla metro che vi lascia proprio lì davanti. (Fermata: Palácio Marquês Fronteira)

Prezzo
Giardino + visita guidata degli interni: 9€ (visite solo la mattina)

Giardino: 4€
Gli orari sono stagionali, verificate sul sito.

Consiglio: se siete arrivati fino a qui, perdervi gli interni è davvero un delitto! La terrazza, la sala da pranzo e la biblioteca sono notevoli.

Sito: Fundação das Casas de Fronteira e Alorna 

 

Era da un po’ che non facevo una gita. Una di quelle tutte mie, con i miei tempi, i miei modi e i miei silenzi.

Spulciando sul web qua e là, ho scoperto l’esistenza del Palazzo dei Marchesi di Fronteira.
Un piccolo gioiello del barocco portoghese fortunatamente sconosciuto al turismo di massa, che ha ormai trasformato alcuni angoli della città in luoghi che troveresti ovunque in Europa.

Il Palazzo si trova nei pressi del Parco forestale di Monsanto e arrivarci è molto semplice, seppur distante dal centro.
Dalla stazione Sete Rios, l’ho raggiunto a piedi circondata da palazzoni grigi e insignificanti, quasi trattenendo il fiato all’idea che i miei occhi sarebbero stati ripagati da molta bellezza da lì a breve.

Vi renderete subito conto che i turisti arrivano ma in maniera composta e raccolta aiutati dal silenzio che caratterizza il posto. Un invito a sussurrare.

Una cosa che mi ha molto affascinata è l’idea che il Palazzo sia visitabile solo la mattina perchè abitato dai suoi proprietari.

Camminare sul pavimento in legno, accompagnata dalla voce monocorde della guida e dallo scricchiolio delle assi sotto i miei piedi, è stato surreale. Sentivo un istinto naturale a camminare quasi in punta di piedi.

Pensare che per alcune persone quelle stanze siano la normalità è qualcosa che non riesco a immaginare.

La visita si svolge sia inglese sia in francese, le stanze visitabili sono poche ma talmente ricche di dettagli e particolari che vi sembreranno tantissime.

Sarete catapultati nell’eccellenza del barocco portoghese, gli interni non sono fotografabili ma trovate alcune immagini sul sito della Fondazione.

Le stanze del XVII e del XVIII secolo hanno una notevole finezza decorativa: ho amato molto la vecchia e piccola biblioteca, piena di volumi consumati e copertine sbiadite; il mappamondo antico e intoccabile nella sua teca e la vista sul giardino dalle ampie finestre.

La sala da pranzo ha due portafinestra che si aprono sulla terrazza che definire solo “terrazza” è riduttivo.
Su una lunga parete sono raffigurati gli antenati dei marchesi, decorazioni in azulejos perfettamente conservati che raffigurano scene di guerra o figure animali. Un tavolino e qualche sedia in ferro battuto.

 

Prendere il caffè qui, dopo ogni pranzo, un sogno.

Una piccola scala vi conduce al giardino all’italiana, i toni del blu prevalgono e le statue delle quattro stagioni vi salutano mentre si riflettono sul’acqua.

Cigni, uccellini, alberi dalle forme perfette e aiuole dalle linee regolari, vi accolgono mentre passeggiate ammirando tanta delicata perfezione.

Dopo tanto blu, all’improvviso i miei occhi scorgono un colore diverso, l’influenza araba è arrivata anche qui e ha regalato un po’ di caldo arancione al giardino.

Io ho sempre apprezzato la bellezza delle dimore storiche ma per la prima volta, nella mia vita, ho desiderato di poter vivere in un posto così. (Almeno un mesetto!!)

Perché è magnificente, vero, ma dalle proporzioni contenute, ha un qualcosa di intimo che non ho mai trovato in luoghi simili.

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