Lisbona, visita alla casa di Amália Rodrigues

Amàlia Rodrigues viveva a Lisbona nel quartiere di Rato. Oggi la sua casa è la Fundação Amália Rodrigues. Al suo interno un piccolo giardino segreto e un pappagallo.

Tutte le info nel post!

 

Dove: Lisbona, Rua de São Bento, 193

Pagina FB: Fundação Amália Rodrigues

 

Cosa fosse il fado l’ho sempre saputo ma non me ne sono mai interessata più di tanto.
Vivendo a Lisbona, per motivi diversi, mi sono avvicinata alla vita di Amália Rodrigues e ne sono rimasta affascinata.

In un pomeriggio di questo caldo agosto, mio marito ed io, siamo andati a visitare la casa museo della famosa cantante, meglio conosciuta come Fundação Amália Rodrigues e la visita è stata superiore alle aspettative.

La casa si trova nel quartiere di Rato e dall’esterno non avrete minimamente idea di quanto sia grande e bellissima all’interno. Entrate e lasciatevi stupire.

 
Quello che rende speciale la visita alla casa di Amália e la persona che vi accompagna. Si chiama Estrela Carvas, amica intima, segretaria e confidente di Amália per oltre trent’anni.

Estrela è una piccola signora di mezza età, che io vorrei come nonna, con un’energia tangibile e un grande affetto per l’amica scomparsa.

Non solo vi guida all’interno di ogni spazio della casa, che ha diverse stanze e si sviluppa su due piani, vi racconta anche la vita di Amália in un modo tanto coinvolgente e pieno di dettagli, che vi sembra quasi di averla lì con voi e di conoscerla.

Amália, venditrice di arance, nata in una famiglia poverissima e numerosa, era una donna analfabeta, imparò a leggere e scrivere più tardi rispetto agli altri bambini, la famiglia non poteva permettersi di mandarla a scuola.

Amália era come un usignolo: cantava ovunque e in ogni momento, con una voce tanto sublime e tanto particolare da essere notata e diventare in pochissimo tempo una diva dalla fama internazionale.

Estrela parla con orgoglio della sua protetta, vi racconta di come abbia sempre provveduto al sostentamento economico della famiglia, di come si sia fatta da sola, senza dimenticare mai le sue origini.

 



Racconta aneddoti che hanno vissuto insieme, battibecchi divertenti, modi di fare della cantante che non trovate sui libri.

Vi narra della sua amicizia con Édith Piaf, dell’incontro con Sinatra, di quando Amàlia fu in visita in Italia e vi parla della sua malinconia, dei suoi sentimenti, della donna non solo dell’artista.

Amàlia era circondata da un alone di tristezza, sentimento da cui era costantemente avvolta:
per indole, perché non era riuscita ad avere figli, perché il fado e le sue storie si erano fuse in lei e lei nel fado.

Estrela ve lo racconta in maniera molto diretta e cristallina, dice spesso che Amalia quando cantava volava via, si estraniava da tutto e tutti, anche da se stessa.

E l’amore?

La cantante ebbe due mariti, il primo fu obbligata a sposarlo dal padre, perché il fado, ho scoperto in questa occasione, era associato alle prostitute, era un canto di strada, lei doveva sposarsi per mettere a tacere le malelingue.
Il secondo e ultimo marito fu invece il suo vero amore e morì due anni prima di lei.

La casa
 
La casa è un incanto e ha diverse stanze. Non è possibile fare foto all’interno ma solo in giardino.
Arredata con molti oggetti del XVII secolo, porcellane cinesi, pezzi italiani di Murano, strumenti musicali solo decorativi, tappeti.
La camera da letto di Amàlia ha un bagno annesso ma non è visitabile, proprio lì fu ritrovata senza vita il 6 ottobre del 1999, aveva 79 anni.
La cabina armadio piena di vestiti di scena e scarpe luccicanti, borse e scialli, mi ha fatto sentire così violentemente invadente e curiosa nello stesso tempo.

La mia stanza preferita, senza alcun dubbio, la cucina, cosi come lo era stata nella casa di Frida Khalo in Messico. Una cucina piccola e bianca, con molte scatole e confezioni di the, sua grande passione.

Dalla cucina, una portafinestra dà su un giardino, piccolo e intimo, in cui Erstrela vi conduce alla fine della visita. A farvi compagnia uno dei quattro pappagalli appartenuti ad Amàlia, un cenerino.

 

Non  so se siamo stati fortunati o se Estrela sia sempre cosi disponibile, fatto sta che essendo arrivati quasi a chiusura, abbiamo fatta la visita in 4, con un’altra coppia portoghese e siamo rimasti ad ascoltare Estrela per oltre tre ore!

Lei aveva molta voglia di parlare e di raccontarsi. Estrela, originaria dell’Angola, è partita a 18 anni dall’Africa per venire a conoscere Amália, che aveva visto solo sui giornali.

Tanto era grande il suo desiderio di incontrala che per tre giorni rimase davanti alla casa di Rua de Sao Bento, fino a che non fu invitata in casa, da quel momento la sua vita cambiò per sempre.

Amália le offrì di lavorare con lei e per lei, nacque così un sodalizio durato oltre 30 anni. Insieme hanno girato il mondo, vissuto, sofferto e  amato.
 
Estrela descrive quel momento con una essenziale e unica frase “Amàlia mi invitò a bere un the, un the durato trent’anni”.
 

Curiosità: 

Celeste Rodrigues, sorella di Amàlia, si esisbisce due volte a settimana al Cafè Luso al Bairro Alto.
Scrivete per chiedere informazioni.

Nel giardino della casa che ha un piccolo bar interno, si può andare a leggere, studiare, pensare, immaginare Amàlia che si muove tra i fiori, indipendentemente dal visitare la casa.

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