Marocco in inverno, cosa portare!

Quando si pensa al Marocco si pensa al the verde, alla sabbia, ai colori dei souk e al sole.

Quando si dice “A gennaio vado in Marocco” tutti ti dicono che bellofaràcaldo e invece no, in Marocco in inverno fa un freddo che te lo ricordi.

Gennaio e febbraio sono i mesi più freddi e a meno che non vi concentriate solo sulla parte sud del paese che ha temperature più miti, il nord vi regalerà lunghe notti gelide, con tre coperte e una stufetta, perché le strutture in generale sono prive di riscaldamento e gli ambienti grandi e freddi.

Quando gli hotel o i riad hanno il riscaldamento, per quello che ho visto, si tratta di una stufetta elettrica o di un termosifone rotto che fa solo bella figura. Alcuni hotel su Booking richiedono addirittura il supplemento riscaldamento, noi li abbiamo evitati.

Se poi dormite all’interno della Medina dove il sole batte davvero poco, partite preparati.

Io ho immaginato per mesi una foto a Chefchaouen con un vestito a fiori svolazzante pur sapendo di essere pazza a pensarlo…ma non avevo voglia di pensare alla verità.

La foto l’ho fatta poi, così.

Ecco i mie consigli se volete fare un viaggio in questo periodo e sopravvalutate la temperatura, per lo meno ecco un elenco completo di quello che ho portato e avrei voluto portare.

 

Cosa portare

– sacco a pelo: vi servirà soprattutto se dormite nelle famiglie marocchine che affittano su Booking alcune delle loro camere. La guest house di Marrakesh era molto spartana e la camera gelida, anche se ci hanno fornito spesse coperte non erano sufficienti perché la casa all’interno della medina era totalmente priva di luce e finestre e dai muri molto spessi.
Ogni mattina appena uscite dal letto vorrete mettervi la giacca o rimanere nel letto!

– qualche maglia termica: io le ho usate per dieci giorni, per dormire sempre, oltre a un pile e ai pantaloni felpati da corsa.

– un phon da viaggio: anche quando abbiamo dormito in strutture più belle, abbiamo avuto difficoltà a reperirlo.

Su 6 alberghi in 10 giorni, solo uno ci ha dato un piccolo phon da viaggio, in alternativa dopo aver fatto l’hammam ed essere uscite con i capelli bagnati, ci hanno proposto la parrucchiera locale che chi ha chiesto 10 euri solo per asciugare i capelli!

Allora ce li siamo asciugati con la stufetta elettrica, solo che Laura ha il capello corto, io a operazione finita sembravo un mix fra Tina Turner e una scopa di saggina.


– scarpe da trekking: vi terranno i piedi caldi! Camminare per ore dentro la Medina nella semioscurità e/o scalare le dune, richiede una scarpa calda e impermeabile. In ogni caso per il deserto una scarpa del genere è fondamentale, come lo era stata in Mongolia nel Gobi.

– una giacca a vento e una sciarpa: noi abbiamo fatto molte soste sui terrazzi, unici luoghi baciati dal sole nelle ore centrali. Considerate che sia a Fez sia a Marrakesh verso le 18 il sole tramonta e l’aria è fredda, sono proprio tetti o le piccole piazze che vi daranno un po’ di tregua mentre sorseggiate un caldo the alla menta.

– un thermos: col senno di poi, me lo porterei eccome! Se avete la colazione inclusa potete portarvi via il the o il caffè e sorseggiarlo mentre passeggiate, se fate un tour nel deserto e magari per ore non vi fermate in un villaggio, avete qualcosa di caldo da bere in auto.

– burro cacao: cosi non lo chiedete alla vostra amica ogni dieci minuti, perché anche se vi comprate quello all’argan nell’erboristeria di turno nella medina, il suo è più buono.

– calzettoni: tanti e di lana!

– una crema solare e gli occhiali da sole: già, perché seppur per poche ore, il Sahara nonostante le previsioni iniziali e la neve trovata per arrivarci, ci ha regalato alcune ore molto calde e la sera avevamo la pelle del viso da giornatina passata al sole e con la pelle che tirava un po’. La luce è molto forte e con gli occhiali da sole aiuterete i vostri occhi a non essere perennemente strizzati.

 

© 2018 – Riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.