Marrakesh: 5 motivi per andarci

Marrakesh è un assaggio d’Africa che vi catapulterà in atmosfere fiabesche, paesaggi desertici, souq affollati e coloratissimi, profumi di ambra e incenso, delizie per il palato e rilassanti bagni al vapore negli hammam cittadini. Cinque motivi per cui vale la pena visiterà questa città.

 

La piazza Djemaa El-Fnaa

Questa piazza, fulcro della vita cittadina, è un vero e proprio teatro che ha come protagonisti i venditori ambulanti con i loro succhi freschi e i carretti di arance, le tatuatrici che vi rincorerrano per un ricordo all’hennè, gli incantatori di serpenti, i musicisti. Lo spettacolo che offre è un continuo divenire a seconda delle ore della giornata e la sera si trasforma in un grande ristorante a cielo aperto con bancarelle di carne e pesce. Un consiglio? Mangiate con le mani e non usate le posate; ho visto con i miei occhi, quando mi sono alzata dal tavolo, pulire le mie posate semplicemente con un tovagliolino e offrirle ai clienti successivi. Non fate il mio stesso errore!

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Il giardino di Yves Saint-Laurent


Se dopo un paio di giorni a Marrakesh avete voglia di isolarvi dal trambusto della piazza, questo idilliaco giardino è il posto giusto. Vi sembrerà di essere in un altro posto. Il giardino Majorelle, regalato alla città dallo stilista francese Y. Saint-Laurent, è un tripudio di giallo e blu che si mescolano al verde dei cactus, alla bellezza delle buganvillee e ai vasi di terracotta. Potete comprare il biglietto per il solo giardino (euro 6,50) o visitare anche il Museo di Arte Islamica (euro 3).

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La pasticceria marocchina

Se è uno di quei lunedì in cui siete a dieta per l’ennesima volta, lasciate perdere. La pasticceria marocchina vi tenterà in ogni angolo, con le sue paste secche, la frutta secca, la raffinatezza della pasta filo e i calorici dolcini di marzapane. Assaggiate le corna di gazzella che, a dispetto del nome, sono dei pasticcini ripieni di pasta di mandorla: creano dipendenza.

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La scuola coranica di Ali Ben Youssef

Questa madrasa (scuola coranica) è uno dei luoghi che più mi sono rimasti impressi per la sua eleganza.

Con le sue 130 celle, dove un tempo vivevano circa 900 studenti, è un esempio di grande architettura marocchina. Potete girare e perdervi nei diversi locali; l’atmosfera è suggestiva con i soffitti intagliati e decorazioni di pregio, le travi di cedro e la piscina per le abluzioni nel cortile interno.
Se riuscite ad andare la mattina presto prima che venga presa d’assalto, potete davvero fare un tuffo nel passato.

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I souq cittadini

Dopo i monumenti e le grandi abbuffate di dolci, niente di meglio che perdersi nei souq della città. A me, in alcune zone, sembrava di essere dentro una fiaba: la poca illuminazione, i marocchini nei loro abiti tradizionali, il fabbro al lavoro, le lanterne… personalmente mi sono incantata.

Ogni zona ha una sua caratteristica: il souq dei fabbri; quello dei tintori con i tessuti appena tinti che devono asciugare; il souq delle babbucce per le vere fashion victim, che vorreste comprarle tutte sapendo che, una volta a casa, finiranno in un angolo e non le metterete nemmeno a Carnevale; le spezie per la tajine; i profumi solidi (il mio, all’ambra, profuma ancora!):
Superfluo dirlo, ma la parola d’ordine è: contrattare con il sorriso sule labbra! Se non sopportate la ressa e l’insistenza, perché a volte succede, non è per voi!

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