Matrimonio a distanza, Italia-Cina

Un matrimonio Italia-Cina. Claudia Rogialli, fondatrice di Orientiamoci in Cina, racconta il suo matrimonio a distanza fra la Toscana e lo Yunnan. 


Sono Claudia, quella che ogni tanto, nel gruppo delle Moglinviaggio, posta foto in qualche posto dell’Asia, in attesa fibrillante di incontrare suo marito.

Sono una di quelle mogli che viaggia con il marito, ma anche da sola e con amici, e che si trova a creare un’armonia tra gli equilibri della sua relazione a distanza tra l’Italia e la Cina.

Vivo attualmente in Italia, in un paesino sperduto della Toscana in mezzo ad una valle chiamata Casentino, circondata dalle foreste, dal silenzio, dai monasteri, dall’Arno, da castelli medievali e dalle Pievi.

Un luogo ameno? Per i turisti sì, per chi ci abita un po’ meno.

Sono rientrata dalla Cina circa tre anni fa con l’intento di poter essere un valore aggiunto come figura professionale mediatrice tra la Cina e l’Italia, sulla quale studenti, imprenditori, scuole potessero trarre giovamento grazie alla mia conoscenza linguistica e culturale del paese.

Indicativamente, per quel momento, mi ero illusa. Non era semplice farsi ri-conoscere e creare una rete di contatti anche in Italia.

Avevo ormai lasciato la mia terra da più di sei anni, tra permanenza in Cina e anni universitari a Firenze e a Torino. Dovevo aver a che fare con quella crisi economica che invadeva la testa e i borselli di tutti e di cui sentivo sempre parlare dalla Cina ma non me ne rendevo davvero conto!!

Insomma, sono rientrata dalla Cina carica di entusiasmo, positivissima, emozionata per aver portato il mio fidanzato cinese, con un obiettivo “forse poco strutturato”, per vedere che cosa effettivamente potevamo creare qui in Italia.

Un’impresa difficile con la quale ancora abbiamo a che fare ma stiamo affrontando con molto successo.

L’amore ci ha fatto sposare e promettere di realizzare dei progetti insieme che avessero come obiettivo quello di stimolare sinergie e le sensibilità tra questi due nostri paesi nativi ed adottivi.

 

 

Ebbene sì, io mi sento mezza cinese, me lo dicono tutti, me lo hanno detto fin dalla nascita per gli occhi a mandorla che avevo e, ora, me lo dicono pure i cinesi!!

Non so se sia un pregio od un difetto, ma so che posso trasmettere la mia passione per la Cina anche a chi di Cina non ne sa ancora niente.

Mio marito è amante dell’Italia, è orgoglioso della sua “mezza vita italiana” e del nostro stile di vita. E’ un cittadino del mondo ed è forse proprio per questo che stiamo insieme.

Siamo qui, siamo là, saremo da altre parti, non importa. Siamo fatti per spostarci e ci inaridisce lo stare fermi.

 

Dopo varie peripezie e decisioni, io sono prevalentemente in Italia, sempre nel solito paesino di campagna, mentre mio marito è tra lo Yunnan ed il Tibet.

Ci incontriamo spesso nel Sud Est Asiatico, dove viviamo i nostri momenti intensamente, ci diamo forza a vicenda per i nostri progetti, che stiamo affrontando, e pensiamo ai nostri prossimi viaggi insieme.

Puntualmente quando rientro in questo solito paesino piccino dai miei viaggi, tutta contenta e ricca di energie da spende e spandere, le persone che ti incontrano per strada, mi chiedono: “Ma sei qua ora? In che parte del mondo sei stata? E tuo marito quando torna?”

Vi giuro non c’è persona che non continui a chiedere le medesime cose, delle volte non c’è neppure un “Come stai?”.

Beh, confesso che mi disturbano un po’ queste domande, ma alla fine nessuna di queste persone sa davvero come noi viviamo la relazione, perché ci troviamo in questa situazione e quali sono le nostre scelte di vita.

La verità è che una relazione a distanza ha il suo entusiasmo e la sua possibilità di crescita, di forza e di bellezza ma sì, anche di malinconia delle volte e di tristezza.

C’è la libertà di vivere anche i nostri spazi e condividerli quando ne sentiamo il desiderio.
Non ci sentiamo sempre tutti i giorni ma ci pensiamo.

Passiamo anche qualche mese senza vederci, senza fare l’amore e senza accarezzarci, ma siamo contenenti di quello che l’uno e l’altro sta facendo.

Io provo davvero piacere quando mio marito mi manda delle foto disteso sull’erba verde con i fiori, tra i monti dell’ Himalaya, con la sua jeep e la neve mentre qua fa caldissimo!

Lo vedo felice e io lo sono di conseguenza. Lui lo stesso.
Non abbiamo problemi di tradimenti e di fiducia. Non abbiamo mai dubitato di quello che facciamo.

Oggi, sono soddisfatta di quello che sono riuscita a creare nel tempo trascorso qui, delle relazioni che mi sono costruita e delle magnifiche persone che ho incontrato e che credono nel progetto che oggi sto portando avanti con tanta determinazione.

Si chiama Orientiamoci in Cina ed è l’Associazione culturale che avevo pensato di fare quando sono arrivata in Italia e che oggi, grazie anche alla collaborazione di persone cinesi e italiane, sta fiorendo!

 

Foto di Claudia Rogialli nel giorno del suo matrimonio

Un pensiero riguardo “Matrimonio a distanza, Italia-Cina

  1. Che dire? La capisco perfettamente, anche se non sono sposata con un cinese 😀 Quello che sciocca sono le domande delle persone: sempre le stesse, senza un briciolo di fantasia. Certo, mi metto anche nei panni di chi dall’esterno vede una situazione del genere e non metto in dubbio che possa mettere molta curiosità. Qualche volta paura, forse. Perché la società cerca di costringere a vivere vite bellamente stereotipate e appena qualcuno ne esce viene visto con sospetto. L’unica cosa che mi auguro è che le scelte alternative, prima o poi, non diventino anch’esse stereotipate (della serie: per essere fiKo, devo fare qualcosa di diverso dalla massa).

    Un abbraccio cara :*

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