Mongolia, escursione nel Gobi: mini guida

Deserto del Gobi fai da te: mini guida pratica su cosa portare e come organizzare, leggi il post informati prima di partire

Quando ho deciso di andare in Mongolia, per giorni non ho fatto altro che sognare a occhi aperti paesaggi verdi e senza confini, con gli unicorni e gli arcobaleni.
Guardavo mio marito sognante e lui mi diceva: “Stai pensando al viaggio, vero?”
Mi becca sempre.
Messa da parte la fantasia, ho iniziato a cercare informazioni utili in rete e mi sono resa conto che il tour nel deserto sarebbe stata una voce di spesa che avrebbe fatto lievitare il nostro budget: organizzare dall’Italia? Organizzare in loco? Qual era la cosa migliore?
Solitamente, quando viaggio le escursioni le prenoto in loco; un tour nel Gobi, invece, mi spingeva a un tipo di prudenza diversa e necessaria e quindi a maggior informazione.
Raccolte tutte le informazioni sulle migliori agenzie di escursioni nel Gobi, ho preso la mia decisione: prenotare il tour una volta arrivate a Ulan Bator per un unico motivo: è possibile contrattare sul prezzo. I preventivi ricevuti erano folli.

Mongolia

Come scegliere l’agenzia:

La maggior parte delle Guesthouse di Ulan Bator vi proporrà di tutto. Alcune agenzie sono improvvisate e altre più affidabili; ricordate che la sicurezza è fondamentale, così come le cose di cui accertarsi prima di partire alla ricerca dei tanto immaginati paesaggi verdi.
Uniche due agenzie che posso consigliare personalmente sono:

Sun Path Guesthouse: come accennato nel mio primo post sulla Transiberiana, è sia guesthouse sia agenzia e dispone di due strutture centrali a Ulan Bator con dormitori e un efficiente banco escursioni. La manager è la signora Doljmaa che risponde alle mail con molta professionalità e velocità. Ha prenotato per noi il biglietto del treno UlanBator-Pechino, ci ha mostrato i dormitori, quello “vecchio” e quello nuovo.
Per quello che ho visto, mi sono sembrati entrambi accoglienti e puliti. Dispongono di un team di guide professionali e autisti esperti, per quanto emerso da un confronto con altri viaggiatori incontrati nel deserto.

Mongolian Vision Tour: io e la mia compagna di viaggio (Anna) abbiamo dormito qui e fatto con loro il tour.
La guesthouse è molto più piccola della prima e l’atmosfera più famigliare.
E’ molto carina ma solo se vi assicurate di stare nella struttura centrale in cui il personale è presente: un salotto comune, arredato in tipico stile mongolo con un balcone e il banco escursioni; la cucina comune (a disposizione per gli ospiti: caffè e the gratuitamente 24h, il wifi, tre bagni, una sola camera doppia, due dormitori, il transfer gratuito dalla stazione centrale alla guesthouse. Comunicate l’orario di arrivo e vi vengono a prendere).

Dispongono di altri alloggi con camere doppie e dormitori a pochi minuti a piedi dalla struttura centrale. Noi abbiamo dormito solo una notte in una di queste e non la consiglio assolutamente. L’atmosfera che si respira è cupa, c’è umidità, un unico spazio in comune (la cucina, triste e spoglia come le camere); l’unica persona presente giorno e notte è una ragazza che non parla inglese e il mattino vi prepara la colazione (inclusa nel prezzo) se si ricorda di svegliarsi. Ci siamo fatte spostare il giorno successivo.
A parte questo piccolo inconveniente, l’organizzazione del tour è affidabile, ottimo il driver e preparata la guida.

Cosa chiedere prima di confermare definitivamente il tour:

  • cosa è incluso nel prezzo (la base: tutti i pasti, i pernottamenti, un litro e mezzo di acqua al giorno a persona, il giro in cammello a chi interessa; noi non abbiamo voluto farlo ma lo includono sempre);
  • se ci sono costi extra (con loro non ce ne sono, fatta eccezione per la mancia a vostra discrezione);
  • se è possibile conoscere l’autista e la guida prima di partire, per assicurarvi che la comunicazione in inglese sia possibile (non abbiamo avuto alcun problema);
  • insistete per vedere con quale mezzo partirete assicurandovi che non sia un rottame: vi mostreranno delle foto ma è bene essere scrupolosi.
    Il nostro van si è surriscaldato una volta al giorno ed è bastato fermarci per un pochino ma non si è rotto nulla ed era confortevole. Indispensabile verificare che abbiano eventuali pezzi di ricambio o attrezzatura per rimediare a eventuali guasti e non rimanere in balia dei cammelli; 

van

  • se avete allergie o richieste alimentari particolari, ditelo! In Mongolia mangiano molta carne, ma prima di lasciare Ulan Bator la guida ha fatto tappa in un supermercato perchè sapeva che alcuni di noi erano vegetariani e ha comprato molte verdure.
    Per loro è possibile cucinare pasti totalmente vegetariani senza alcun problema.
    Vengono preparati personalmente dalla guida durante il giorno facendo soste nel deserto in punti a sua scelta (in mezzo al nulla sotto al sole, sappiatelo): fa scendere i turisti dal van, tira giù tutti gli zaini e cucina nel retro. A vostra disposizione avrete un thermos con acqua calda per the e caffè. I pasti sono semplici e buoni: nel mezzo del Gobi, mentre ognuno si è scelto un cespuglio che diventerà il suo bagno personale, a un certo punto sentirete gridare: “Lunch is ready!”. Questo diventerà uno dei momenti più conviviali della giornata e mangerete in piedi o seduti per terra, sul van (se cercate un po’ di finto refrigerio) e sarà bellissimo. Ogni giorno, a pranzo, sarete circondati dalla bellezza a 360°; conoscerete meglio i vostri compagni di avventura e si creerà quell’atmosfera complice e cameratesca che, se non vivi sulla tua pelle, è difficile raccontare. La sera la cena viene consumata nella ger. 

Costo giornaliero:

La contrattazione è possibile. Se siete solo in due i prezzi partono dagli 85 ai 95 dollari al giorno, incluso quanto specificato sopra. Noi eravamo in cinque e abbiamo pagato 55 dollari a testa al giorno.
Totale del tour per 6 giorni e 5 notti: 330 dollari.

Dove dormirete:

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L’unico posto in cui dormire è la yurta, o ger come la chiamano i mongoli.
Il driver e l’autista, invece, hanno sempre dormito nel minivan.
Durante il nostro tour abbiamo cambiato campo ogni notte. Alcuni vi piaceranno più di altri; in ogni caso, ognuno di loro vi regalerà emozioni e paesaggi diversi. Sono gestiti da famiglie locali e, come prima cosa, ogni volta che arriverete in un campo a fine giornata, la guida vi presenterà alla famiglia. I bambini sono stupendi e curiosi. Ci abbiamo giocato moltissimo… preparatevi a essere presi d’assalto!
Seduti insieme tutti in cerchio, ascolterete in rispettoso silenzio il capofamiglia darvi il benvenuto e la guida vi introdurrà per paese di provenienza. Almeno, il nostro rito era questo! Vi offriranno sempre qualcosa da bere e mangiare; per gentilezza è meglio non rifiutare o prenderne molto poco.
Io ho assaggiato dolcetti insipidi, yogurt di cammello, latte di cammello, the dal sapore indefinito, latte di giumenta fermentato (il lairag).
Dissenteria? Capita. Ma non volevo rinunciare ad assaggiare tutto. Bere sorsi minuscoli o chiedere alla vostra compagna di tour canadese, che ha uno stomaco di ferro, di bere anche la vostra brodaglia.
Tirate fuori l’illusionista che è in voi facendo finta di bere con gusto, per non palesare espressamente che avete paura di passare la notte sulla tavoletta.
E che tavoletta… qui si aprono le dolenti note.

I bagni nei campi:
Arrivati nel deserto, la nostra guida, Gotov, ha detto una delle frasi più belle che potessi sentire: “Il Gobi sarà il vostro bagno per sei giorni!”.
Per me, frequentatrice professionista di bagni nel mondo, non poteva esserci cosa migliore… e così è stato.
In ogni campo, però, è presente una cabina adibita a bagno, che può essere semplicemente un buco circondato da quattro assi o, per la categoria luxury, il wc all’occidentale rivestito di pelliccia sintetica. Quando l’ho visto ho riso per venti minuti.
Molto meglio il buco del bagno alla turca e un fazzoletto intriso di oli essenziali per contrastare gli odori.
Se non avete un’amica come Anna che fa rima con olio di lavanda, fatevi venire in mente qualcosa e raccontatemela.

Doccia:
Non esistono docce, almeno nei campi in cui siamo state noi. Salviette a go go.

Compagni di viaggio:
Noi siamo state fortunatissime e probabilmente non è sempre così.
Se ne avete modo, cercate di capire chi farà il tour con voi. Ovviamente il discorso decade se non avete problemi di budget e volete fare il tour da soli o in due o se siete già un gruppo di amici.
I nostri compagni di viaggio li abbiamo conosciuti in ostello ed erano tre insegnanti cinquantenni.
Una coppia sposata dall’Olanda e una divorziatainviaggio dal Canada.
Ci siamo fatte guidare dall’istinto, abbiamo scambiato due parole e ci siamo prese qualche ora per pensare e valutare se partire con loro o no.
Mai scelta fu più azzeccata.
Ricordate che spesso vedrete i vostri compagni di viaggio solo la mattina della partenza e condividerete per giorni qualsiasi cosa, 24 ore su 24.
Le agenzie propongono di unirvi ad altre persone se dichiarate apertamente di voler fare gruppo per risparmiare.
Se a fine giornata magari qualcuno non vi va proprio a genio e pensate di ritirarvi nella privacy della vostra camera, dimenticatelo.
Anche la ger va condivisa; noi cinque abbiamo sempre dormito insieme.
Valutate anche questo aspetto.

Cosa portare di davvero utile:
Non vi parlo dei miei errori di valutazione in merito a questa voce, comunque ci sono stati!
  • Sacco a pelo: se proprio volete il vostro, portatelo, ma la Vision Guesthouse ve ne fornirà uno. Personalmente ho portato solo il sacco lenzuolo perché non ho idea della frequenza con cui lavino quei sacchi e in quanti ci abbiano dormito. Nessun eritema pervenuto.
  • Crema solare: abbiamo avuto freddo e caldo, sole torrido e pioggerellina. Vi dico solo che quando fa caldo, a luglio, il sole è intenso e brucia parecchio. Se il van si surriscalda o se la tabella di marcia prevede che è ora di pranzo, la guida si fermerà nel mezzo del deserto senza tante storie quindi dimenticatevi il camping Pineta di Porto Recanati in cui andavate da piccoli.
  • Autan o simili: in un campo tendato su cinque, siamo state assalite dalle zanzare poiché il campo era vicino a una piccola zona acquitrinosa.
  • Cappello, bandana o fashion foulard multiuso e occhiali da sole
  • Medicine: direi che questo punto va a vostra discrezione; io sono una farmacia ambulante, quindi ho sempre con me almeno un antipiretico, un antidiarroico, crema per le punture di insetti e crema antibiotica, cerotti e disinfettante, antidolorifici. 
  • Scarpa chiusa (io avevo quelle da trekking) e scarpa aperta (infradito o sandali). Nella ger non si entra con le scarpe, possibilmente.
  • Carta igienica e salviette multiuso (ne userete tantissime), una saponetta piccola per lavare e sciacquare la vostra biancheria intima. In alcune ger abbiamo trovato un piccolo lavandino. Valutate voi se vi basta un litro e mezzo d’acqua al giorno ma avete comunque la possibilità di comprarne in più a vostre spese.
  • Una torcia per leggere un libro la sera, per andare in bagno di notte, per vedere meglio il criceto mongolo che durante la notte è saltato in testa ad Anna che è saltata in testa a me per lo spavento; ritrovandoci entrambe in piedi sul letto come due adolescenti, avvolte dalla fioca luce della torcia e dall’imbarazzo. Sarà questo il momento in cui vorrete essere in una camera doppia, voi due sole.
  • Regali per le famiglie: matite colorate per i bambini e vodka per i grandi.

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2 pensieri riguardo “Mongolia, escursione nel Gobi: mini guida

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