Naran Tuul, il mercato nero di Ulan Bator

In Mongolia, a Ulan Bator, c’è un mercato speciale: è il mercato nero, quello dove potete comprarvi una yurta a pezzi e costruirla comodamente a casa. Se abitate lì è più semplice.

 

A Ulan Bator abbiamo trascorso 4 giorni e sono decisamente troppi. La città non offre molto e i siti di maggior interesse si possono visitare anche in un paio di giorni, però c’è un mercato!
Di ritorno dal nostro tour nel Gobi, sapevamo che ancor prima di vedere Gengis Khan, il mercato nero avrebbe avuto la priorità.
Conosciuto come Naran Tuul, dalla piazza centrale della città si può raggiungere con l’autobus, con un taxi o a piedi in circa 40 minuti; quel mattino eravamo tre ragazze e abbiamo deciso di avventurarci in bus.

Sia la guida sia la manager dell’ostello, che le notizie lette in rete e sulla Lonely, raccomandano di fare molta attenzione al mercato, che ha la fama di essere poco sicuro e meta ambita di abili borseggiatori.
Personalmente mi pare sia la fama che hanno moltissimi mercati nel mondo, per cui il mio protocollo antiscippo è più o meno sempre lo stesso:
– zaino davanti e non dietro;
– documenti in hotel e fotocopia con me;

– somma in contanti che prevedo possa servirmi e carta di credito in hotel
– attenzione moltiplicata
– outfit sciatto, non shabby chic, proprio sciatto

Ci avevano fatto un leggero terrorismo psicologico, la guida mi aveva anche detto di non portare con me la reflex.
L’ho messa nella zaino dopo mille dubbi e ripensamenti; tira fuori e rimetti dentro, che si sono conclusi con un
“ Anna, ma devono proprio scippare me, santa pace???”
No, infatti hanno scippato la canadese, sia sul bus che in pieno centro il giorno dopo.

Protocollo ignorato.
Borseggiatore vs turista 2-0

Il danno subito dalla nostra amica, non ha fatto altro che amplificare le mie paure: io e lo zaino siamo diventati una cosa sola, me lo tenevo stretto stretto e solo dopo essermi rilassata un po’ ho tirato fuori la macchina fotografica.
A turno, per i primi scatti, Anna e io siamo state molto prudenti e mentre una faceva da palo, l’altra immortalava a proprio piacimento.
La cosa è durata pochi minuti, alla fine ci siamo sbizzarrite e non abbiamo avuto problema.
Il mercato in sé non ha ricompensato la mie aspettative, essendo privo di quell’atmosfera decadente e suggestiva che immaginavo sopratutto dopo le scorribande al mercatino di Mosca.

Sono due le aree più interessanti anche perché non le ho mai viste in altre parti nel mondo:

  • la vasta area dedicata all’equitazione: stivali, selle bellissime e colorate, cose che non capivo, accessori per decorare i cavalli poco sobri ma molto caratteristici. Non ci sono cavalli né cammelli ( qualcuno me lo ha chiesto) solo oggetti e, a quante pare, a ottimi prezzi;
    Se siete partiti dall’Italia senza scarpe da trekking o con l’idea di fare escursioni a cavallo nel deserto, questo è il posto giusto per comprarvi tutto quanto vi occorre.
  • l’area dedicata alla costruzione di una yurta, o ger, la tipica casa circolare mongola.


Questa parte mi ha davvero entusiasmata, i venditori sono uno accanto all’altro, i pezzi in legno sono già decorati, con caldi arancioni o freddi blu, oppure in legno naturale da personalizzare. Una nota a parte la meritano i colorati rotoloni di lana cotta e feltro che servono per isolare la struttura dal freddo, volevo portarmeli tutti a casa!
Alcuni negozianti giocavano a carte in un tavolino di fortuna e si sono fermati solo per guardare noi, quelle con gli occhi tondi.
Sorrisoni e curiosità reciproca hanno fatto il resto.

La zona del mercato dedicata alla frutta e alla verdura è stata distrutta da un incendio, quindi mi è mancata tutta quella parte alimentare che tanto mi affascina dei mercati asiatici. Per il resto trovate qualche bancarella che vende oggetti simil vecchi e impolverati, cinture di pelle, scarpette da bambini, ninnoli di metallo, porta incensi e cineserie varie. Molte altre vendono oggetti di ferramenta, calze in lana di cammello, sciarpe e oggetti di uso comune.

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Se la tappa successiva del vostro viaggio sarà la Cina, lasciate perdere, a Pechino avrete molte più soddisfazioni oltre che l’imbarazzo della scelta, perché i mercati sono tantissimi e in alcuni perderete il senso del tempo.

 

 

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