Portogallo, Alentejo in treno

Alentejo in treno. Da Lisbona a Évora, in un’ora e mezza di treno  sei nel cuore di una delle regioni più amate del Portogallo. 
Cosa fare in due giorni. Leggi il post!

Un’ora e mezza di treno da Lisbona e sei a Évora, nel cuore dell’Alentejo.

Il treno passa sopra il Ponte 25 de Abril, quello che fa tanto San Francisco, e ti sembra di essere in un film.

Il paesaggio cambia man mano che ci si allontana dalla capitale.
Diventa più brullo, diminuiscono le case, cambiano le forme degli alberi.

 



Raggiungere Évora in treno è piacevole ma arrivare in bus è più comodo per il centro città.
Sono arrivata di sabato e mi hanno detto che gli autobus non c’erano.

Mi sono fermata davanti alla stazione indecisa se prendere un taxi o farmela a piedi e proprio in quel momento che ho conosciuto Sara, giovane ragazza portoghese che mi ha dato un passaggio fino all’ostello!
Quando viaggi da sola, succede anche questo e la solidarietà fra viaggiatrici è davvero speciale.

Évora è stata la mia base per 4 giorni e l’ho visitata con molta calma.


Se siete qui di passaggio, due giorni possono bastare a darvi un’idea della sua bellezza ma ad na condizione: fate una capatina alla vicina Monsaraz!

Évora è a misura d’uomo, tranquilla e sicura anche per una donna che viaggia sola, soprattutto la sera per tornare in ostello.

Praça do Giraldo, la piazza centrale, è il fulcro della città con la sua chiesa imponente e i piccoli bar che la incorniciano.

Sedersi a un tavolino solo per il gusto di ammirare la chiesa, osservare le persone e la vita di una città di provincia, è stato uno dei mie passatempi preferiti.

L’Ufficio del Turismo e proprio lì, si affaccia sulla piazza, pronto a fornirvi gratuitamente mappe e informazioni sugli eventi che ci sono in città.


Cartina alla mano o anche solo spirito di avventura sono sufficienti per andare alla scoperta del centro storico.

Évora è un incanto, perdetevi fra le sue stradine e i suoi colori, il giallo e il verde che decorano strade e finestre.

Pur essendo la città principale e più visitata dell’Alentejo, allontanandovi di poco dalle zone centrali, vi sembrerà di essere in un paesino minuscolo e sonnolento del nostro sud d’Italia.

Avete davvero poco tempo?

I posti imperdibili, secondo me, sono la Cattedrale di Evora e la sua terrazza panoramica; il piccolo giardino di Diana, verde, curato e perfetto con le panchine che offrono refrigerio dal caldo torrido.

Rimanendo all’ombra di un albero potete ammirare il tèmpio di Diana.
Per me è stato così strano vederlo sbucare così all’improvviso mentre passeggi in centro città!

 


Uno dei posti più belli e silenziosi, si trova dietro la cattedrale.
Vi parlo della Fundaçao Eugenio de Almeida: uno spazio interamente dedicato all’arte e alla cultura.

Un tripudio di bianco e stradine, un piccolo miradouro che, pur non essendo altissimo, vi regala una vista piacevole sulla città e una caffetteria silenziosa al riparo dal vociare esterno.

Linee curve, mattoni a vista e perfezione immobile.
Qui, circondata dal silenzio, mi è sembrato naturale rallentare i miei passi, cambiare ritmo.

Per concludere il vostro giro, un’altra zona della città che è un vero labirinto e ho amato moltissimo, è la Mouraria, la zona araba.

Deambulate per un paio di ore, perdetevi e ritrovatevi.
Piccoli vicoli in cui il rischio di incontrare altri esseri umani è davvero basso ma, la verità, è che la vita è tutta intorno a voi.

Nei cinguettii degli uccellini, negli alberi di limoni che sbucano prepotenti dai giardini, nei panni stesi ad asciugare al sole e nelle voci portoghesi di chi ciagola animatamente, come si fa la domenica in famiglia.

Quelli voci si riversano nelle stradine e ti si appiccicano addosso.

Ti viene un po’ nostalgia di casa e della tua famiglia rumorosa, ma la Mouraria ti abbraccia e
ti consola. La bellezza scalcia la malinconia.

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