Purikura: come divertirsi in Giappone

Se siete in una sala gioco in Giappone e volete divertirvi, provate le cabine purikura.
Cosa sono? Ve lo racconto qui

Una cosa che ha sempre accomunato me e mio marito è il Giappone.
Per il nostro primo appuntamento lui mi invitò a cena fuori facendomi galantemente scegliere il locale.
Siccome io sono “quella dei test”, lo sottoposi al primo e lo portai al ristorante giapponese.
Test superato.
Per il resto direi che abbiamo background culturali diversi, passioni opposte, passioni identiche, interessi simili, altri meno, e alcune caratteristiche che ci pongono assolutamente agli antipodi uno dall’altra.
Una cosa ci accomuna su tutto: siamo stupidi insieme e se c’è un paese in cui è dato giocare, e molto, questo è il Giappone.
Se è vero che tutti dobbiamo tirare fuori il bambino che è in noi (anzi mi correggo: non dovremmo farlo morire affatto), questo paese vi darà una mano.

In una delle tante incursioni nelle sale giochi che trovate pressoché ovunque, vi imbatterete nelle cabine purikura.
Cosa sono? Sono dei set fotografici a cabina, appunto, in cui è possibile farsi scatti simpatici che sicuramente non userete per i vostri documenti.
Le cabine purikura furono introdotte sul mercato giapponese negli anni ’90 e raggiunsero il loro massimo successo negli anni 2000, anche se pare siano in declino vista la facilità con cui ormai è possibile fare e condividere foto digitali.

Tuttavia, in entrambi i miei viaggi in Giappone (l’ultimo solo lo scorso agosto) ne ho viste ancora abbastanza e sono i teenagers i loro fruitori più accaniti. In particolare le ragazze o le coppiette.
Le cabine purikura le trovate nelle sale giochi, che in Giappone sono luoghi da vedere assolutamente anche se probabilmente associate la parola sala gioco all’immagine dei nerd arrancati ai cabinati con fastidiosi suoni 8/16bit e profumi nell’aria tipo spogliatoio maschile.

IMG_0315Così, mentre Alessandro, mio marito, si faceva battere a Street Fighter da un maschione nipponico sudaticcio e sbuffante di sigarette al mentolo (vedi foto a sinistra: lui), io facevo l’esploratrice sociale nella sala gioco di turno.
Concentriamoci sull’oggetto di questo post: l’incontro con la mia prima cabina purikura.
Mi aggiravo fra un piano e l’altro quando, a un certo punto ho visto delle ragazzine in fila che ridevano sommessamente gesticolando in quel modo tutto giapponese che guarderei per ore.
Entravano in una cabina molto colorata, tappezzata di foto femminili o di immagini di One Piece e simili, dopo un po’ uscivano, passavano altro tempo attaccate a un monitor touch-screen fuori dai camerini e ritiravano delle foto.
Appena le osservavano, lo starnazzamento collettivo era immediato, così come il coprirsi elegantemente la bocca.
In preda a una curiosità scimmiesca, mi sono avvicinata, ho capito quasi tutto e sono andata a recuperare l’ignaro Alessandro.
Gli ho spiegato brevemente la faccenda, finalmente era arrivato il mio turno da protagonista in quella sala gioco!!
Innanzitutto dovete mettere le monetine nella fessura apposita: il costo solitamente si aggira fra i 400 e i 500 yen (3,5/4,5 euro).

Una volta entrati avrete garantita la privacy che meritate per fare debitamente gli stupidi.
Potrete sbizzarrirvi a scegliere tutti i filtri che volete: la luminosità della pelle, i vari sfondi, gli accessori, i simboli, le scritte, le ciglia lunghe, le gambe lunghe, gli occhi grandi che ai giapponesi piacciono molto ma trasformano noi in strani alieni umanoidi… insomma, usate tutto quello che vi renderà più belli e finti.

Ricordate che avete un tempo limite entro il quale fare tutto, quindi via alle pose e alle facce più assurde.
Quando purtroppo il gioco sarò finito, dovrete recarvi all’esterno: troverete dei monitor in cui dovete modificare le foto che poi manderete in stampa.
Anche per la stampa le opzioni sono diverse: le dimensioni, la quantità etc.
Le foto posso essere anche adesive, perfette per decorare le vostre agende, il frigorifero o lo specchio del bagno.
Noi, a parte il mio starnazzamento che a quel punto superava quello giapponese, abbiamo schiacciato tasti un po’ a caso.
Il commento di quel giorno osservando le foto è stato “non siamo così belli ma siamo così stupidi…”  e ora le esibiamo con molta fierezza sul nostro frigo, insieme alle calamite.

purikura

Se prima del vostro viaggio in Giappone, non riuscite a resistere, potete scaricare qualche app purikura sia per Android che per iPhone che vi permetterà di giocare e modificare i vostri selfie. Buon divertimento!

 

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