Un weekend con Frida Khalo a Casa Azul, Messico

Casa Azul si trova Coyoacán, è la casa in cui visse Frida Khalo con la sua famiglia e il suo grande amore. Oggi è una casa museo. Tutte le info nel post!

 

Dove: Coyoacán, Londres 247, Del Carmen, Coyoacán

Sito: Museo Fridha Kahlo

 

Nel mio infinito elenco  di “cose da fare prima di morire” figurava anche questa: visitare Casa Azul, la casa in cui nacque l’artista 

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Lei è una di quelle donne simbolo per cui nutro una sorta di ammirazione divina, una di quelle con cui, potessi, farei un viaggio.

Come arrivare

Casa Azul si trova a Coyoacán e si raggiunge facilmente da Città del Messico, questo significa che potete dedicare alla cittadina e al museo una sola giornata oppure, come me, trascorrere qui un paio di giorni.

L’ho decisamente preferita alla caotica capitale e ne serbo un emozionante ricordo. Con la metro, in una decina di fermate e quindici minuti, arrivate a Coyoacán, sobborgo di Città del Messico.

Prima di visitare il museo, mi sono sistemata in albergo, muovendomi facilmente a piedi, la cittadina non è così grande; se invece volete andare direttamente dalla vostra Frida, ci arrivate con un colectivo che per pochi pesos vi porta direttamente in Calle Londres, propio davanti a Casa Azul.

Dove dormire

A Coyoacán sembra di essere lontanissimi dalla capitale, perché qui c’è un piccolo pezzo di Messico con le stradine silenziose e alberate, i maggioloni anni ’70 tirati a lucido e parcheggiati nei cortili curati, le casette basse e colorate.

Il cuore pulsante del centro cittadino è Plaza Hidalgo, con le sue zona d’ombra, le panchine per leggere il giornale della mattina, i localini dove fare pranzetti romantici.

L’hostal in cui ho dormito era privo di fascino ma era anche l’unica sistemazione che ho trovato a un prezzo accettabile: la Casa del Teklote, a soli 600 metri da Casa Azul.

La struttura dispone anche di un ristorante, il Teklote , la cucina è tipicamente messicana e i proprietari sono molto gentili.

La camera era in una struttura vicina al locale, il proprietario durante la fase di check/in vi accompagnerà, lasciandovi la chiave per l’intero soggiorno, quindi sarete totalmente indipendenti, cosa che ho apprezzato molto.

La casa

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La casa la riconoscete immediatamente: è un edificio lineare e azzurro. Io avevo il batticuore, ebbene sì.
L’ingresso è piccolissimo e il solo biglietto non vi da diritto a fare le foto per cui sarà necessario pagare un supplemento.
Il primo spazio in cui entrate è il giardino, verde e rigoglioso, con grandi cactus e alcune statue. Delizioso.
L’unica cosa cui pensavo mentre passeggiavo era che lì ci aveva passeggiato anche lei e lì avevano avuto origine alcune delle sue tele, Frida amava molto quell’oasi di pace.

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Al pian terreno ci sono due sale: nella prima trovate i vari ritratti di famiglia, la seconda invece è la sala da pranzo, coloratissima, gialla e azzurra, ci sono gli utensili utilizzati dalla coppia Khalo/Rivera, vari contenitori e suppellettili. La perfezione dei colori e della disposizione degli utensili sembra a sua volta un quadro.

Il piano superiore della casa vi regalerà l’emozione di entrare nello studio in cui l’artista dipingeva e nelle due camere da letto: in una ci sono le sue ceneri, raccolte in una simpatica urna che raffigura un ranocchio, oltre alla sua maschera funeraria.

Le stanze sono l’immagine stessa di Frida, piene di oggetti che la rappresentano, facili da identificare in chi la conosce come donna e come personaggio: i pennelli che usava per dipingere, lo specchio posizionato sul soffitto per gli autoritratti del periodo in cui era costretta a letto, la sedia a rotelle, la collezione di farfalle, libri di arte, psicologia, storia e poesia.

 

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All’esterno, in una zona dedicata, c’è una esposizione degli abiti che indossava in vita per mascherare la sua menomazione fisica, perché non si vedesse che aveva una gamba più corta dell’altra.

Abiti coloratissimi e importanti ma non solo, i bustini e le protesi che utilizzava dolorosamente anche sotto i vestiti.
L’esposizione è molto toccante, poiché ad ogni abito è legato un aneddoto.

Gli abiti sono stati ritrovati nel bagno della casa solo nel 2004 e fanno parte di una mostra chiamata “L’apparenza inganna”.

“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo, ma poi ho pensato che ci sono così tante persone nel mondo, ce ne dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che tu sappia, se sei lì fuori e stai leggendo questo, che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te”.
Frida Kahlo

Mio marito durante il weekend a Coyoacán si è ammalato, un po’ di febbre, e io ho avuto la fortuna di andarmela a rivedere sola, con i miei tempi e i miei pensieri.

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