Varanasi, India: come assistere alle cremazioni

Varanasi é tante cose, una fra tutte le sue cremazioni.
In barca sul Gange a dicembre, come fare.

 

Oggi non mi è venuto in mente un posto migliore da raccontarvi.
In India ci sono stata tre volte e so che ci tornerò. Io non lo so se l’India è per tutti.

Quello che so è che è per me. Quello che so è che esiste una mia dimensione prima e dopo l’India e non si può tornare indietro.
Se puoi e vuoi parti.
Prendi un aereo.
Vola in India e vai a Varanasi.

Meglio nota come Benares, la città si trova nell’Uttar Pradesh, stato dell’India settentrionale.
Dal Nepal, con un volo interno, la mia compagna di viaggio e io, abbiamo raggiunto Varanasi con l’intenzione di trovare in loco una sistemazione per tre giorni.

Non abbiamo avuto bisogno di cercarla molto, appena atterrate abbiamo diviso il costo del taxi con un australiano conosciuto in volo e ci siamo fatte lasciare dal tassista all’hotel (ergo guest house/bettola a gestione familiare) che lui aveva già prenotato, con l’intenzione di chiedere se avevano una camera anche per noi.
Guest house trovata.

Varanasi, India: come assistere alle cremazioniCosa si fa a Varanasi?

La città ha una conformazione particolare, è un vero e proprio labirinto di vicoli stretti e suggestivi.
Prima cosa da fare: perdersi fra i vicoli. Non si può barare con il filo di Arianna! Con grande orgoglio posso confermare che non siamo mai tornate così facilmente in guesthouse a fine giornata, ma girare a caso era bello.

Il vostro punto di riferimento sarà il fiume Gange.
Noi abbiamo dedicato tre giorni alla visita della città passeggiando, esplorando e guardandoci intorno senza molti programmi eccetto uno: il giro in barca sulla Madre Ganga, così viene chiamato il Gange.

 

 

A chi rivolgersi per il giro in barca

Varanasi, India: come assistere alle cremazioni
Noi ci siamo affidate alla guesthouse come tutti i backpackers, l’alternativa è cercare un barcaiolo lungo il fiume.
Andate direttamente verso i ghat, chiedete al primo barcaiolo che incontrate e cercate di contrattare sul prezzo, per il giro ci vorrà circa un’ora.

I momenti più intensi per questa esperienza fluviale sono la sera, per assistere alla puja, e la mattina presto per le cerimonie funebri.
La comodità di organizzare tramite il vostro hotel è data dalla certezza che vi verranno a prendere all’ora stabilita.
Così è stato per noi: un giovane e gentile ragazzo indiano è venuto a prenderci all’alba.

Lui si muoveva con grande dimestichezza fra i vicoli, mentre noi, assonnate, lo seguivamo in religioso silenzio.
Arrivate lungo il fiume siamo salite in barca: intorno a noi solo la nebbia di dicembre e molto dolcemente il barcaiolo ci ha portate vicino al  Manikarnika Ghat, che fa da cornice alle cremazioni pubbliche.

Cosa sono i Ghat

Varanasi, India: come assistere alle cremazioni
Delle normalissime scalinate che terminano all’interno del fiume e rivestono un ruolo fondamentale per le abluzioni dei fedeli e per la vita degli indiani.
Sui ghat avvengono molti rituali dalla cremazione alla puja, oltre a molti gesti quotidiani.

Girate lungo i ghat e questa città sarà un’amante generosa e senza riserve: è qui che gli indiani vendono merci e danno luogo alle cremazioni, si lavano, giocano, cucinano, lavano le pentole, si radono i capelli, fanno l’elemosina,buttano l’immondizia, leggono, fanno pipì e pregano.

La puja è un atto di adorazione verso una divinità, viene celebrata ogni sera alle 18.45 e noi l’abbiamo vista facendo capolino da uno dei vicoli della città: questo rituale mistico e scenografico si chiama Aarti, ed è celebrato dai bramini. Ha un sapore antico, fatto di gesti eleganti, luci tremolanti, cimbali e canti devozionali.

Un’emozione paralizzante.

La cremazione

Varanasi, India: come assistere alle cremazioni
Una volta in barca abbiamo assistito all’incantevole vista di Varanasi dal Gange imbambolate e impotenti.
Una brulicante umanità avvolta dalla nebbia, dal fumo e dalla cenere, ruotava intorno alla pira funeraria su cui giaceva il corpo del defunto.

In India è il primogenito maschio che accende la pira, solo dopo aver compiuto intorno ad essa i cinque giri rituali.
Nessuno piangeva, questo lo avevo notato anche in Nepal.

Tutto è avvolto dalla più totale naturalezza. Il ragazzo ci spiega che il dolore si esterna a casa e non in quel momento.
Il corpo brucerà per quattro o cinque ore.

Cogliere tutti i dettagli di quella scena surreale è impossibile, ancora oggi la ricordo come qualcosa di sfumato e non definito ma molto potente.

Un odore di corpi bruciati, incenso e legno si leva nell’aria e accompagna il nostro ritorno sulla terraferma che ci riporta brutalmente all’unica grande certezza del momento: siamo in India!
Come succede ovunque nel mondo, la vita e la morte si danno la mano. Sempre. A Varanasi se la stringono più forte.